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sabato 18 ottobre 2003

Storie

Un giorno, dopo che ormai tutti nella "camera delle docce" erano morti, si sentì il vagito di un bambino. Il neonato di una delle donne, finito sotto il corpo della madre, non riusciva più a succhiare il latte dal suo seno e, così, aveva iniziato a piangere (come tutti sanno i bambini stanno buoni e zitti finché hanno da mangiare). Il bambino venne, quindi, portato da un ufficiale delle SS. Bisogna sapere che, dopo ogni "doccia", si controllava sempre se c'erano dei sopravvissuti, che poi venivano prontamente giustiziati. E così fu fatto con quel bambino.
Da allora l'ufficiale, per non sporcare la sua uniforme con il sangue e la materia cerebrale, sostituì la sua pistola con un fucile ad aria compressa.


Questa storia è la ricostruzione di quanto ho sentito, nella notte del 16 Ottobre allo speciale del Maurizio Costanzo Show, trasmesso da Auschwitz, narrato da uno dei sopravvissuti al terribile campo di concentramento.
Con Costanzo, a parlare con i vari intervistati, c'era anche una ragazza in rappresentanza della generazione attuale, che ha il dovere di ascoltare queste storie e non dimenticare mai.
Un'altra storia, questa molto più recente, di sfruttamento e violenza si è conclusa proprio l'altro ieri a Cosenza. Questo uno dei racconti:

Ho dormito a Santa Chiara di Quattromiglia insieme a mia nonna che ha 65 anni, un bambino di due anni, una bambina di un anno e un bambino di undici. Non sono miei fratelli, ma solo parenti. Mi alzavo la mattina e mi preparavo per andare a chiedere l'elemosina. Io però tante volte dicevo a mia nonna che volevo andare a scuola, ma lei non voleva. Io le avevo detto che sarei andato via un giorno o l'altro, ma lei rispondeva: "fai quello che ti pare, basta che mi porti i soldi, tanto ti trovo". Di solito le portavo 35 euro ma se qualche volta avevo guadagnato di meno o poco, mia nonna mi picchiava. Due o tre volte non sono andato perché stavo male, avevo la febbre, allora la nonna mi picchiava e diceva che quando guarivo dovevo portarle il doppio...

Questo estratto, dall'articolo apparso su La Gazzetta del Sud a firma di Arcangelo Badolati, ci fa conoscere quanto, ancora ai giorni nostri, sono molti, soprattutto bambini, a soffrire per le violenze e la brama di potere e denaro di pochi. La nonna del racconto e l'ufficiale delle SS hanno in comune proprio un desiderio simile che per la prima la porta a volere sempre più soldi dai suoi giovani schiavi e per il secondo a tenere in considerazione la sua divisa molto più della vita umana: in entrambi i casi è proprio la vita e il nostro essere uomini ad essere calpestato e messo in discussione.

(nota finale: la trasmissione di Costanzo è stato l'unico speciale dedicato alla ricorrenza, contro l'unica notizia che, probabilmente ad ogni TG -io l'ho sentita solo al TG2 delle 13:00-, è passata nella giornata: la presenza di Ciampi alle cerimonie di commemorazione tenutesi a Roma. Lo stesso Porta a Porta ha preferito, considerando che ieri, venerdì, non sarebbe andato in onda, parlare della fiction su Madre Teresa di Calcutta che RaiUno presenterà a breve: certo hanno parlato anche di questa santa donna, ma lo si poteva fare anche nel corso della settimana, considerando l'importante - almeno quanto i 25 anni di pontificato di Giovanni Paolo II - ricorrenza del giovedì. O forse era stato programmato così perché ne avrebbe dovuto parlare il sospeso Minoli! Evviva la libertà di stampa e di parola!)

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