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lunedì 24 novembre 2003

L'elemento umano

La cosa è passata un pò sotto silenzio. Oggi cerco di fare ammenda.
E' bello leggere che i nostri governanti hanno il coraggio delle loro azioni. Soprattutto quando queste sono di interrare delle scorie radioattive (ma noi dove le produciamo? Se non erro non abbiamo centrali nucleari, in Italia. O no?) a quattro passi da un centro abitato (Scanzano Jonico, in Basilicata). Gli abitanti del posto, giustamente indignati, hanno iniziato una protesta, forse dai toni eccessivi, ma vista la situazione forse l'unico modo per far sentire la propria voce e, quanto meno, per ottenere chiarimenti e mettere il "becco" in una faccenda che li interessa da vicino.
Non voglio certo discutere sulla correttezza e la giustezza delle conclusioni degli esperti che hanno esaminato i luoghi possibili per l'interramento delle scorie, ma certo mi sembra che abbiano lavorato più come macchine, che come esseri umani, considerando che hanno, a quanto sembra, ignorato l'elemento umano, che mediamente mal sopporta di dover vivere a pochi passi di un potenziale pericolo, per quanto questo possa essere altamente poco probabile.
Penso che la certezza non ci sia in niente, ma perché bisogna stuzzicare il can che dorme?

Siamo contrari alla decisione di collocare a Scanzano Jonico il sito nazionale per lo stoccaggio delle scorie radioattive, perché:
· il sito è vicino a tre grandi dighe che supportano il sistema idrico di Basilicata e Puglia, fra le quali la più grande diga in terra battuta d'Europa, che ha una capacità di massimo invaso di oltre 450 milioni di metri cubi di acqua;
· il sito è vicino al mare, in una zona fortemente segnata dal fenomeno dell'erosione della costa;
· la Basilicata è una delle regioni italiane a maggior rischio sismico;
· mancano, per ammissione degli stessi promotori dell'iniziative, studi approfonditi sul sito e sull'area circostante, studi che in analoghe situazioni ed in altri paesi del mondo hanno richiesto diversi anni di approfondimenti;
· la decisione del governo è stata assunta in assenza di un confronto con la Regione e le altre istituzioni del territorio;
· l'area è collocata in una zona dalla valenza naturalistica e storico-archeologica;
· l'agricoltura e il turismo sono fortemente sviluppati.
Per queste ragioni chiediamo la revoca del provvedimento

Il sito della regione ha iniziato una raccolta firme...
Chi vuole può contribuire anche così.

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