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mercoledì 3 dicembre 2003

Il richiamo del mare

Finora non mi sono ucciso come lo zio Douglas. Ho comprato un'automatica e sono quasi giunto a compiere il passo estremo, ma certi sogni me lo hanno impedito. L'orrore si sta attenuando, e mi sento stranamente attirato da quelle profondità marine sconosciute invece di temerle. Sento e compio strane cose dormendo, e mi sveglio in preda ad una sorta di esaltazione al posto del terrore. Non credo di aver bisogno di aspettare il cambiamento totale, come la maggior parte di noi ha fatto. Se lo facessi, mio padre probabilmente mi chiuderebbe in un manicomio come il mio povero, piccolo cugino. Splendori stupendi e inauditi mi attendono nelle profondità, ed io dovrò cercarli subito.
Ia-R'lyeh! Cthulhu fhtagn! Ia Ia!
No, io non devo uccidermi: non posso essere stato creato per uccidermi! Studierò un piano di fuga per mio cugino da quel manicomio di Canton, ed insieme andremo ad Innsmouth dalle ombre meravigliose. Nuoteremo al di là di quella scogliera nel mare, e ci dirigeremo attraverso i neri abissi verso la ciclopica Y'ha-nthlei dalle Mille Colonne, ed in quel rifugio dimoreremo per sempre tra i prodigi e la gloria.

(da L'ombra su Innsmouth, di Howard Phillips Lovecraft, trad. di Gianni Pilo)

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