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martedì 23 marzo 2004

Nel tempo e nello spazio...

Dopo le letture di Thomas Harris (Dragone Rosso e Il silenzio degli innocenti), si passa ad un libro inquittante, lovecraftiano nello stile e nella scrittura, opera di H. Warner Munn: Stirpe di lupo.
Un'entità aliena, incorporea, viene richiamata sulla Terra da una strega egizia, che però, tradisce il visitatore, attirando su di sé e sui suoi discendenti l'ira del Signore, che quindi attraverserà il tempo e lo spazio per tormentare, uccidere e assorbire tutti i discendenti di questa strega, nel tentativo di acquisire abbastanza energia per tornare sul suo pianeta.
Il romanzo, comunque, molto rispettoso della tradizione mannara, mescola in sé anche i miti vampirici: la sfida tra il Signore, entità praticamente eterna rispetto alla razza umana e in grado di creare molti esseri mostruosi quali vampiri, goul, lupi mannari, si scontra contro una dinastia la cui unica colpa è quella di discendere dalla strega che lo ha costretto a vivere sul nostro pianeta rinchiuso in un corpo reale, che può avvizzire senza mai morire. Questa stirpe, poi, trasporta nel suo sangue il destino dei lupi mannari: proprio questo destino, però, è anche il segreto per la vittoria finale.
La leggenda, poi, narra che fu sotto le insistenze di Lovecraft che Munn scrisse questo splendido romanzo, il cui stile, come detto, è simile a quello del solitario di Providence.

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