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martedì 9 marzo 2004

Uno e nessuno...

«Ciao. Chi sei?»
Ci fu un istante di esitazione all'altro capo del filo. Poi la risposta quasi soffiata nal suo innaturale riverbero.
«Non ha importanza. Io sono uno e nessuno. (...) L'unica cosa che conta è che è arrivato il momento di parlarci, anche se questo vuol, dire che dopo né tu né io saremo più gli stessi.»
«In che senso?»
«Io sarò presto un uomo inseguito e tu starai dalla parte dei cani abbaianti che daranno la caccia alle ombre. E' un peccato, perché adesso, in questo preciso momento, tu e io siamo uguali, siamo la stessa cosa.»
«In cosa siamo uguali?»
«Per il mondo siamo tutti e due una voce senza volto, da ascoltare con gli occhi chiusi, immaginando. Là fuori è pieno di gente occupata solo a procurarsi una faccia da mostrare con orgoglio, a costruirsene una che sia diversa da tutte le altre, senza nessuna preoccupazione all'infuori di quella. E' il momento di uscire e andare a vedere cosa c'è dietro...»

(Io uccido, di Giorgio Faletti)

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