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mercoledì 14 aprile 2004

La morte sul ghiaccio

Questa notizia è apparsa sull'edizione odierna de La Gazzetta del Sud, probabilmente un'agenzia, e rende conto di un nuovo sterminio ai danni dei cuccioli di foca:

Lontano dalle telecamere degli ambientalisti ha preso il via in Canada la più grande caccia alla foca in mezzo secolo. Il governo canadese ha dato luce verde al massacro di 300 mila animali, quasi tutti in una mattanza di 36 ore cominciata sulla banchisa insanguinata del Canada Atlantico, tra Labrador e Terranova. La caccia alle baby foche era stata praticamente abolita nelle coste orientali del Canada 25 anni fa a causa delle proteste internazionali guidate dai gruppi ecologisti e di cui era stata testimonial in Europa l'attrice francese Brigitte Bardot. Le autorità canadesi hanno adesso fatto marcia indietro sostenendo che la caccia e' necessaria anche dal punto di vista degli equilibri ambientali e verrebbe condotta con metodi che rispettano i malcapitati animali da pelliccia (o forse rispettano le malcapitate pellicce? ndb). Impressionati dalle immagini delle baby-foche massacrate a colpi di mazza e spellate vive, gli Stati Uniti avevano messo al bando le pellicce di foca nel 1972 e l'Europa ne aveva seguito l'esempio un decennio più tardi. In conseguenza dei bando il Canada aveva ridotto le quote della caccia alla foca a 15 mila esemplari all'anno destinati essenzialmente al mercato della carne e al piccolo artigianato locale. Il ritorno in auge delle pellicce sulle passerelle degli stilisti di moda ha cambiato le carte in tavola. L'anno scorso il Canada ha aumentato a un milione il numero dei capi di foca che possono essere cacciati in tre anni. Il piano triennale del Canada prevede l'abbattimento di 975 mila foche di qui al 2005 con un plafond di 350 mila foche per anno. E' nel Golfo del San Lorenzo, tra le isole di Maddalena, Terranova e Labrador dove le foche dell'Artico si vengono a riprodurre a fine inverno che la caccia si svolgerà nei prossimi giorni. La pelle è tuttora il prodotto più ricercato e dev'essere strappata all'animale entro i primi mesi di vita perché mantenga il pregiato colore bianco. Il suo prezzo è raddoppiato negli ultimi due anni e ha trovato nuovo mercati di sbocco in Polonia, Cina, Russia. La caccia, ha sostenuto il governo canadese, è adesso condotta sulla base di severi regolamenti e molte foche verrebbero uccise con colpi di arma da fuoco, non prese a bastonate. Ciò nonostante il numero di animali uccisi quest'anno sarà il più alto in decenni e le battute hanno nuovamente attirato l'attenzione internazionale.

Questo, invece, il dispaccio, sempre di ieri, diramato da Greenpeace Italia:

Il Canada ha approvato il più grande massacro commerciale di foche della Groenlandia dal 1967, che porterà alla decimazione di questa specie nell’Atlantico nord-occidentale. La quota di foche cacciabili, quasi un milione in tre anni (di cui 350.000 nel 2004), è la quota più alta mai consentita dal governo canadese. Le foche della Groenlandia, foche sellate, sono la preda principale della caccia commerciale, ma anche un piccolo numero di foche Cystophora crestata vengono cacciate ogni anno in Canada.
Greenpeace si oppone a qualunque attività umana che possa danneggiare le popolazioni di foche; si oppone alla caccia commerciale alle foche; si oppone alla caccia di ogni specie a rischio di estinzione, o le cui popolazioni sono minacciate o già decimate, o di cui non si hanno certezze su quanti individui ne rimangono.
Tra il 1976 e il 1983 Greenpeace è stata tra le principali organizzazioni che hanno attivamente portato avanti la campagna contro la caccia commerciale alle foche in Canada. Dopo quel periodo, l’intensità della caccia è diminuita, nuove regole hanno vietato e vietano tuttora la caccia dei cuccioli di foca della Groenlandia (di età compresa tra 0 e 2 settimane), e sono diventate illegali alcune delle pratiche più crudeli su questi animali. Ciò nonostante, quando nei primi anni ’90 la pesca industriale canadese del merluzzo è collassata, si è cominciato ad incolpare le foche. La motivazione per il sostegno alla caccia - proteggere gli stock ittici - non ha un fondamento scientifico. La colpa non è delle foche, ma il risultato di decenni di sfruttamento eccessivo della pesca, frutto della cattiva gestione dei governi.

Chissà se il governo canadese tornerà sui suoi passi, ma per intanto Greenpeace invita tutti gli internauri a firmare una petizione internazionale.
Vedremo come andrà a finire.

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