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domenica 12 dicembre 2004

Storie d'Italia

Claudio Nalin, che ha conosciuto Padre Pio, il futuro papa Albino Luciani, oggi pensionato di Bolzano, è stato accusato di violenze in famiglia dal suo figlio (di 7) maggiore. Secondo questo ragazzo (che ora ha 28 anni), il padre li puniva con metodi violenti e duri molto spesso. Ad un certo punto Massimo dice:
Non dimenticherò mai quanto accadde un giorno a uno dei miei fratelli, Giovanni o Giuseppe. Aveva mangiato un dolce senza autorizzazione: la ritorsione fu pesantissima. Mio padre lo prese e gli ficcò la testa in una bacinella colma d'acqua, tenendolo fermo sino ai primi sintomi di soffocamento.
Al che il padre, anc'egli non ricorda il punito, risponde in un'intervista a Il Giornale:
Gli ho solo messo la testa un attimo sotto l'acqua corrente del rubinetto per rinfrescargli le idee.
Il genitore, continua, ha utilizzato poi questi sistemi educativi certamente estremi solo in rare occasioni, trovandosi, oggi, al suo fianco non solo la moglie, ma anche gli altri 6 figli (tre maschi e tre femmine, queste ultime suore). Certamente si può discutere sull'opportunità, ma certamente i figli, quando disubbidivano, sapevano a cosa sarebbero andati incontro e se non l'avessero saputo, avrebbero continuato a disubbidire.
Certo restano le accuse (cui è risultato colpevole, in primo grado), ma come non si può credere ad un uomo che dice di amare i figli e conclude:
Come potrei fare la comunione altrimenti?
rispondendo alla domanda se egli ha detto la verità.
Nell'intervista, infatti, con grande pacatezza, conferma che le punizioni sono state sporadiche e sempre motivate dai comportamenti disubbidienti dei figli.

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