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domenica 16 gennaio 2005

Storia di fantasmi e di amori...

Il fantasma dell'Opera fa pensare subito al musical di Webber (speriamo di aver indicato il nome giusto!), ultimamente tornato in auge anche grazie al film di Joel Schumacher, regista dei Batman 3 e 4. In realtà Il fantasma dell'Opera è un romanzo di un giornalista francese, Gaston Leroux (e spero di aver scritto anche questo nome correttamente!), che dopo aver litigato col suo capo, si dedica all'attività di romanziere.
L'esperienza come avvocato nella procura e quella accumulata come giornalista, soprattutto giuruduco, unita alla sua incredibile fantasia e alla sua passione per il teatro, fanno di Leroux un abile ed apprezzato scrittore, e fanno del Fantasma dell'Opera uno dei romanzi più divertenti della letteratura francese del XX secolo.
Ovviamente non è solo divertente, ma lo è anche... e piacevolmente.
I protagonisti:
Christine Daae: è la cantate. Bella e brava. Ci mette l'anima, quando canta, e proprio questo ha attirato le attenzioni di un oscuro abitatore delle tenebre e dei meandri dell'Opera di Parigi. Il cuore della fanciulla, perciò, è l'emblema di quella divisione che caratterizza molti nella vita comune: da un lato la passione naturale, interiore, fortissima verso la musica ed il canto, dall'altro l'amore, quello per un giovane, che la spinge anche a mettere in discussione la sua passione per l'Opera.
Raolu de Chagni: timido, introdotto nel mondo dal fratello Philippe, riesce a tirare fuori il meglio di sé proprio per Christine e lotta per il suo amore, una cantante che, secondo le convenzioni sociali del tempo, avrebbe fatto scandalo anche solo avvicinandosi a lui.
Erik, il fantasma: ha girato mezza Europa, iniziando dall'Oriente fino ad arrivare in Francia. E qui, dopo aver collaborato alla costruzione dell'Opera di Parigi, fa dei sotterranei di quel teatro, di quel tempio della musica, il suo piccolo regno, il suo nascondiglio segreto, la sua camera degli orrori. A differenza di Dracula, recupera invece gli aspetti drammatici già presenti in Frankestein - Il Prometeo moderno della Shelley. Erik, infatti, allontanato per il suo aspetto terribile, per quella faccia della morte, non può fare inevitabilmente che addentrarsi verso il male e la malvagità, anticipando molti aspetti dei moderni supercriminali, come ad esempio il Dr.Octopus, o il Pinguino (che però, oggi, è più un mafioso che il criminale delle origini). Si possono però notare aspetti di Erik anche in molti degli eroi dell'era pulp. Si inizia sicuramente con l'Uomo Ombra, ma anche Batman, che hanno fatto della loro città il loro possedimento personale: sono anche loro come Erik i signori delle botole nei loro territori, ma a differenza di Erik i loro orrori li riservano per i criminali. A suo modo, però, anche Erik riserva i suoi orrori per i criminali, ovvero per coloro che commettono il crimine di opporglisi.
C'è però per tutto il romanzo, oltre alla musica, che accompagna continuamente il lettore, oltre all'atmosfera, ora leggera, ora oscura e tenebrosa, ora misteriosa come nei polizieschi migliori, anche quella labile possibilità di redenzione. Sembra quasi che Erik stesso sappia che la sua redenzione dal dolore e dal male presente nel suo cuore si trovi proprio nell'amore che prova per Christine. Il rendersi conto della grandezza di questo suo amore, ma soprattutto dell'amore in generale, trasforma il suo animo in quello di un nobile cavaliere, pronto a sacrificarsi per il bene della sua principessa.
E alla fine così è: Christine e Raoul sono liberi di amarsi, lì nella Scandinavia, mentre Erik attende semplicemente la morte, il motivo per cui oggi siamo in grado di leggere le sue avventure...
Vorrei illuminarti l'anima
nel blu dei giorni tuoi più fragili, io ci sarò
come una musica,
come (una) domenica di sole e d'azzurro
(da Di sole e d'azzurro di Giorgia, dal CD Senza Ali)

...e questo ha forse fatto Christine al cuore di Erik...

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