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giovedì 27 marzo 2008

Il vecchio e il mare

Immagine di Il vecchio e il mareQuando andai la prima volta alla scuola di dottorato di Otranto, il tempo fu ogni giorno bello e si poteva stare sulla spiaggia sia nell'intervallo tra i seminari del mattino e quelli del pomeriggio, sia dopo la cena, tranne negli ultimi giorni, quando tra il maltempo che stava arrivando e le prime partenze, la spiaggia era praticamente deserta, a parte uno: il sottoscritto.
Esistono molti modi di vivere il mare, ad esempio restando sulla spiaggia a prendere il sole, oppure gustandolo in solitaria, come qualcosa di prezioso per quello che potrebbe sussurrarti, con il suono delle onde che si accavallano una sull'altra e il suo odore così particolare, salmastro. E' proprio per questo particolare rapporto con il mare, di cui ho già accennato in un post di alcuni anni fa, che la letteratura lovecraftiana ha un fascino particolare nei miei confronti, in cui i protagonisti sono al tempo stesso attirati dal mare e dal suo fascino, ma anche dagli orrori che in esso si nascondono. E nonostante la letteratura lovecraftiana sia, in pratica, una letteratura dell'orrore, ho avuto delle sensazioni non dissimili e per certi versi ancora più vivide e reali con la lettura dell'opera che diede il nobel ad Ernest Hemigway: Il vecchio e il mare.
C'è ben poco da aggiungere a quanto detto fino ad ora, se non sottolineare ancora una volta la magia di un romanzo breve, o racconto lungo, o in qualsivoglia modo lo si classifichi, che racconta di come un pescatore cubano, Santiago, affronti il mare dopo più di 80 giorni senza aver mai pescato nulla, per affrontare una delle più formidabili bestie marine, un pesce spada, per poi lasciare che il mare, attraverso i suoi predatori più formidabili, si riprenda la preda del vecchio. E il protagonista del romanzo, a differenza della Ballata del vecchio marinaio di Coleridge, non ha di fatto offeso il mare e i suoi abitanti, ma ha lottato per se stesso e la sua sopravvivenza, in una storia normale, senza troppi risvolti ed interpretazioni, se non quello che Hemingway ha scritto su quelle pagine: il suo amore per il mare.

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