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lunedì 3 marzo 2008

L'uomo che fu Giovedì

Immagine di L'uomo che fu Giovedì
Il grande Gilbert K. Chesterton, un po' come oggi il nostro Stefano Benni, ha uno stile pungente, scorrevole e umoristico, pronto a criticare i poteri forti e i costumi della sua nazione. Non sfugge da ciò nemmeno L'uomo che fu Giovedì, che racconta di come un poeta, Gabriele Syme, entra nel consiglio europeo degli anarchici, infiltrandosi come poliziotto nel consiglio.
Di fatto l'intero romanzo è una sintesi perfetta di un romanzo d'avventura, una spy story, una discussione politica sull'anarchia (un'anarchia nel libro così ben organizzata che è anarchia solo perché parla di bombe ed attentati), che si conclude con un finale imprevisto in tutti i sensi. Non solo: Chesterton riesce a costruire una sorta di commedia degli errori divertente, dissacrante e umoristica. Un piccolo capolavoro che non può mandare nella libreria di nessuno.

Buona lettura...

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