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mercoledì 16 aprile 2008

Gli sconfitti

Gli sconfitti alle elezioni non sono i ragazzi del PD, quelli dietro Veltroni, ma sono gli amici della Sinistra Arcobaleno, quelli guidati da Bertinotti, e la loro sconfitta ha radici vecchie, nel momento in cui Bertinotti accetta la presidenza della camera, di fatto costringendo il suo partito a non creare crisi di governo ma anzi a creare crisi al suo interno ed una rottura con i suoi elettori, in un momento in cui la sensazione era che fossero tutti gli italiani ad avere una crisi di rigetto nei confronti di questa politica e di questi partiti.
E tra gli sconfitti non c'è solo Casini, pur se entrato in parlamento, e neanche Storace con la sua La destra, né Boselli con il Partito Socialista, ma anche il buon Beppe Grillo. L'affluenza alle urne è scesa solo del 3%: questo vuol dire che le firme, gli urli, le parole, più o meno intelligenti, più o meno serie (e chi scrive pensa che fossero molto intelligenti e serie, nonostante le battutine disseminate qua e là), non sono servite a niente, perché gli italiani stufi di questa politica sono andati in massa a votare quella stessa politica travestita da nuovo, ma in fondo sempre la stessa. Basta vedere la composizione del nuovo parlamento, di cui ancora Grillo ci fa un sunto disarmante. E, mi spiace dirlo, insieme a Grillo hanno perso gli italiani, che avevano la possibilità di delegittimare questa legge elettorale, questi politici, il governo entrante. Ha vinto però la paura (la paura degli extracomunitari, la paura di una crisi economica sempre più vicina, la paura del terrorismo), perché è sulla paura che si fonda il potere nelle democrazie del terzo millennio... peccato che quando c'è la paura, difficilmente può esserci vera democrazia.

In fondo Grillo ha ragione: l'Italia è un paese di vecchi, e non anagraficamente, ma nell'animo...

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