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lunedì 5 maggio 2008

Panico alla stazione

E sono tornato a Milano, dopo una notte di viaggio con non molto sonno (non sto a spiegare il come e il perché: sarebbe troppo lungo, anche se comunque udibile da tutte le orecchie, non preoccupatevi miei due o tre lettori!), con un prologo alla stazione di Paola: una famigliola milanese torna in Lombardia dopo le lunghe vacanze. La madre si avvia verso il bar per fare alcuni acquisti e subito il figlio piccolo inizia a piangere, fa storie e scuse varie per andare appresso alla mamma. Si potrebbe dire: è piccolo, può anche fare così.
Diciamo che, tornata la mamma, alla fine si capisce che in effetti è semplicemente viziato (e la sensazione è anche confermata dal modo in cui il padre voleva tenerlo buono: a differenza della madre insisteva a dirgli: se quello che hai in bocca ti brucia, buttalo - o almeno nel succo questo era il suo discorso).
E comunque, osservando questa famigliola felice, capisco anche molte cose sulle mie classi...

Alla prossima!

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