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lunedì 30 giugno 2008

Generazioni

In un certo senso c'è qualcosa che accomuna l'Italia e la Spagna del calcio, ieri sera campione d'Europa 2008, ed è il destino del commissario tecnico che non ha avuto la fiducia della sua federazione. E se Donadoni tale fiducia non la ebbe sin dal giorno dopo la fine del commissariamento della federazione, sicuramente non l'avrebbe avuta neanche con il trionfo europeo, e questa sensazione viene da come è stato concluso il rapporto con Donadoni, il cui unico difetto, a conti fatti, e nonostante non mi abbia dato molta fiducia in generale, è stato quello di non avere avuto una grande esperienza internazionale come allenatore.
E mentre siamo in attesa di Lippi e della sua prima partita in questa sua seconda avventura in azzurro, lasciatemi dire che questa Spagna, per gioco e carattere, mi ricorda molto l'Italia di Zoff del 2000, che giocò un'unica partita completamente in difesa, la semifinale con l'Olanda, in 10 a causa di un intervento eccessivo da parte di Zambrotta. E anche allora, come nella Spagna di ieri, alle spalle di Zoff c'è una federazione con poca fiducia nel suo allenatore, una federazione che evita una figuraccia solo grazie all'arrabbiatura del grande portiere mundial a causa di una parola di troppo da parte di Berlusconi. Trovata la scusa, trovata l'uscita e perso un gruppo che era all'inizio di un ciclo, che ha perso un mondiale e un europeo per una pessima gestione degli eventi stessi, e che ha vinto un mondiale, nel 2006, alla fine del suo ciclo. Ora se ne deve iniziare uno nuovo, a partire dalle indicazioni che questo europeo ci ha dato, e solo per restare almeno come la terza favorita del 2010: nell'ordine, secondo me, abbiamo Inghilterra (per l'allenatore, Capello), la Spagna (per i giocatori: speriamo per questa nazionale che il successore di Aragones non sia come Trapattoni rispetto a Zoff!), e l'Italia (per l'allenatore, Lippi, e perché campione del mondo in carica).

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