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martedì 12 agosto 2008

Linguaggio macchina

Immagine di Babel-17Uno strano codice sembra essere collegato con una serie di attacchi che l'Alleanza subisce da parte degli Invasori. Solo una giovane poetessa, esperta di codici e linguaggi, potrebbe essere in grado di comprendere il codice che si nasconde dietro Babel-17, romanzo di Samuel R. Delany nonché nome in codice di quello che si rivelerà in seguito come una nuova lingua. Una lingua molto particolare, però, una sorta di lingua artificiale, un sofisticato linguaggio macchina in grado di riprogrammare gli stessi esseri umani, oltre a fornire loro una velocità di calcolo, osservazione, pensiero elevatissima. Delany costruisce una vicenda bella, intensa, interessante, originale, brillante e divertente. Dietro i personaggi e la loro vicenda, Delany, scrittore fantascientifico afroamericano, nasconde da una parte un messaggio di uguaglianza comunque tipicamente fantascientifico (gli equipaggi che si incontrano nel corso del romanzo hanno una varietà etnica terrestre estremamente alta), quindi l'idea importante che la capacità di comprensione tra culture passi attraverso la capacità di comprensione delle lingue di ciascuno, e infine quasi la speranza che gli esseri umani siano in grado di sviluppare nel futuro un sistema di comunicazione analitico in grado di far vedere in maniera lucida gli errori della storia. L'impresa è ardua e solo, come nella fantascienza di Van Vogt, persone dai grandi poteri e dalla grande personalità saranno in grado di riuscire. A differenza di Van Vogt, però, per Delany gli eroi non possono riuscire da soli, e da qui nasce la costruzione di una serie di personaggi efficaci e vividamente realistici, nonostante le particolarità del futuro descritto.
Un bellissimo romanzo che non può mancare nella collezione di ogni appassionato del genere.

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