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sabato 16 agosto 2008

Narnia (2): Il principe Caspian

E' abbastanza scontato intitolare questo post con il titolo del secondo romanzo, nella cronologia di scrittura, del quarto nella cronologia interna della saga, che in questi giorni sta facendo il suo esordio al cinema con il secondo film tratto dai sette romanzi di Lewis.
Nella cronologia interna alla saga, lo precede Il cavallo e il ragazzo, pubblicato nel 1954, e quindi prima anche de Il nipote del mago, ma sicuramente dopo Il principe Caspian, che è del 1951. Questi due romanzi risultano stilisticamente e contenutisticamente superiori ai precedenti (aggiungendo, cioè, anche Il leone, la strega e l'armadio).
Mentre ne Il cavallo e il ragazzo viene raccontata una vicenda che avviene durante il regno di Peter, Susan, Edmund e Lucy, nel secondo viene narrato il ritorno dei quattro a Narnia per aiutare il principe Caspian, legittimo erede del trono del magico regno creato dal leone Aslan. Le due vicende si incastonano perfettamente e hanno in comune la battaglia con nemici e usurpatori. Esistono, però, anche alcune differenze. Innanzitutto Il cavallo e il ragazzo presenta un gusto orientale particolare: la cultura dei nemici, abitanti del paese di Calormen, è fondamentalmente islamica, o comunque orientale. Sembra quasi che, in un impianto fondamentalmente fantasy (Lewis crea una compagnia, con una missione, avvisare Narnia di una imminente incursione bellica), l'autore voglia proporre un confronto tra la cultura araba e quella occidentale (fondamentalmente cristiana e nordica), facendo pendere le sue preferenze, indipendentemente dalla vittoria finale, verso l'ultima: i regnanti di Calormen risultano alla fine piuttosto ipocriti e viscidi!
Il principe Caspian, invece, è da intendersi come una parabola della crescita: alla fine della guerra contro i nemici di Caspian, infatti, sono soprattutto i più giovani a voler restare a Narnia, mentre la maggior parte degli adulti preferiscono tornare sulla nostra Terra, luogo d'origine dei loro antenati. Anche in questo caso l'impianto fantasy, con una compagnia con la missione di raggiungere Caspian, fa da struttura portante a tutto il romanzo: a questo viene aggiunta una battaglia e anche un duello, con tanto di tradimento finale.
In definitiva Il cavallo e il ragazzo e Il principe Caspian rappresentano sia nei contenuti sia nella tecnica narrativa una crescita rispetto a Il nipote del mago e Il leone, la strega e l'armadio, nonostante un piccolo difetto nel finale: Peter e Susan sono alla loro ultima avventura a Narnia, in quanto i più grandi tra i quattro fratelli. Loro due non potranno tornare, mentre Edmund e Lucy vivranno ancora un'altra avventura. Tale limite potrebbe sembrare logico, se non fosse che gli avi di Caspian e del suo popolo giunsero a Narnia proprio da adulti!
Forse in questo caso, nella sua idea di contrappore la spensieratezza e la spontaneità dell'età giovanile alle paure, i timori, la razionalità dell'età adulta (rappresentati dai timori delle foreste, dove potrebbero nascondersi gli animali parlanti di Narnia, e del mare, da cui potrebbe venire Aslan, il leone di Narnia), Lewis si è lasciato eccessivamente trasportare, sottolineando quelle differenze in modo sbrigativo e superficiale.
Nonostante questo, però, resta comunque un buonissimo romanzo che, probabilmente (e senza aver visto nessuno dei due film!) al cinema rende meglio del precedente Il leone, la strega e l'armadio.
Le recensioni de Le cronache di Narnia:
(1) Magi, nipoti e armadi | (2) Il principe Caspian | (3) Avventure per mare | (4) Il finale

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