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venerdì 8 agosto 2008

Pechino 2008

Con l'avvicinarsi dell'inizio delle Olimpiadi, stanno iniziando proclami da parte di alcuni politici, con curriculum non proprio folto, inviti al boicottaggio della cerimonia inaugurale. La politica italiana, insomma, con una parte ha invitato la nostra delegazione a non presentarsi alla cerimonia inaugurale e con un'altra esprime il suo dissenso per la proposta. Intanto un rappresentante, chiunque esso sia, del governo e uno dello sport italiano saranno presenti alla stessa cerimonia in un paese che è stato accusato di non rispettare i diritti umani, che è stato anche accusato di non rispettare accordi commerciali, che in buona sostanza si è inserito perfettamente in un sistema economico oggi sempre più in discussione, anche grazie alle sue politiche aggressive, e che sta portando sull'orlo del collasso il sistema mondiale.
A tutto questo aggiungerei un fatto interessante (e ridicolo, se si vuole): in questi ultimi 20 anni l'opposizione (italiana, ma non solo) ha sempre criticato il governo per gli accordi commerciali e politici con la Cina: e ricordiamoci a questo punto che l'opposizione, in Italia, è cambiata almeno quattro volte!
E così, oggi, alla vigilia di un'Olimpiade tra le più commerciali in assoluto, ci troviamo di fronte ad una gran quantità di ipocrisia mondiale, che prima con le prioprie grandi industrie, quasi tutte accusate di non rispettare i diritti umani in una qualche parte del mondo, ha spinto per andare a Pechino nel 2008, e poi decide che forse esiste un problema in Cina.
Era un'Olimpiade che non doveva farsi in Cina, ma che i soldi hanno portato lì. E ora non si può fare altro se non onorarla.
E speriamo bene per i nostri atleti e la sicurezza di tutti!

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