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giovedì 25 settembre 2008

Drammi di città

Questa mattina vorrei parlare di due drammi avvenuti in due città italiane.
Iniziamo innanzitutto con Cosenza: in via Aldo Moro una banda di cani ha aggredito una madre e le sue due bambine. Per fortuna, oltre alla madre sono intervenuti anche alcuni dei presenti, tra cui i vigili urbani. Immediate le proteste, che poi sembra la madre ha inoltrato via lettera al comune. D'altra parte l'assalto e l'aumento di cani randagi in città è conseguenza della situazione difficile relativa alla raccolta dei rifiuti: ricordiamo che in questi giorni la città è assediata dai cassonetti strapieni di immondizia in molte zone della città, a fronte di una raccolta che sta lentamente, forse troppo, ricominciando.
A Milano, invece, nella zona di Sesto San Giovanni, muore un ragazzino quattordicenne, un rumeno, in un incendio accidentale, a quanto sembra. L'incendio è, probabilmente, avvenuto nella zona dietro la stazione di Sesto, dove è costruito un complesso industriale ora abbandonato (non succede solo al sud!) e residenza dei rumeni della zona. Questi, ogni mattina, infagottati e carichi, si avviavano lungo le rotaie della stazione verso il paese e/o la metropolitana per cercare di sopravvivere, certo in maniera illegale, in un paese e in una società che ha sempre meno spazi vitali.
Tragedie e drammi separati dalla distanza, ma accomunati dall'incuria e dal sistema sociale, ma anche dall'esperienza personale di chi vi scrive, che fino a qualche mese fa andava a Sesto per prendere un treno che lo avrebbe portato sul luogo di lavoro.
Chicca finale, giusto per concludere in bellezza: nella giornata di ieri si è svolta la pantomima tra Maroni e La Russa con diatriba linguistica non indifferente. Secondo il ministro leghista dell'Interno, che si allinea in un certo senso con le tesi di Saviano, in Campania sta avvenendo una vera e propria guerra civile: a suo conforto ci sono i numeri delle vittime che in questi decenni sta lasciando la sfida tra i clan della camorra e tra questi e lo stato. Secondo La Russa, invece, il nostro ministro delle forze armate, c'è semplicemente una guerra tra bande. La distinzione, che diede inizio a una polemica poi rientrata, non è poi così sottile: mentre il ministro Maroni cerca di dare l'idea di una vera emergenza da affrontare, La Russa ripropone il solito attegiamento minimizzante che tanto bene ha fatto alla crescita di 'ndrangheta, camorra, mafia.

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