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domenica 7 settembre 2008

Il Regno Invisibile

Immagine di Invisibles (v.3.3)Come Pasquale Ruggero ha avuto modo di scrivere nei redazionali di Scienza Nera, una delle serie televisive più importanti per Invisibles è The Prisoner, Il Prigioniero, serie britannica claustrofobica e psichedelica degli anni Sessanta: in Bufera stanica, prima saga della terza e conclusiva stagione degli Invisibili, tale serie viene mirabolamente ed esplicitamente citata da King Mob, l'alter ego di Morrison. Disegnata da Philip Bond e Warren Pleece, Bufera satanica è comunque, al pari della successiva Karmageddon, una serie preparatoria del gran finale: mentre nella prima Morrison punta l'attenzione sulla riunione del gruppo di Invisibili, esclusa Ragged Robin ritornata nel futuro, e sul controllo mentale, su sir Miles ad esempio o sul Capo della Divisione X, Karmageddon, disegnata da Sean Phillips, è l'ultimo mistico viaggio di Edith, una sorta di eredità del personaggio alla serie e della serie al lettore, con da una parte la preparazione continua alla mossa finale, dall'altra il viaggio di Edith tra karma e India e De Sade.
Morrison, comunque, non ha più bisogno di lanciare alcun messaggio ai lettori, deve solo concludere una lunga corsa: e così Il Regno Invisibile, l'ultima saga della stagione conclusiva, è una lettura veloce e ricca di azione e avventura fino al climax finale. Costituito da quattro storie, come gli altri tre volumi, vede la riunione di un gran numero di disegnatori, Morrison incluso che si occupa della tavola conclusiva, almeno dell'ultima pagina del penultimo numero. L'ultimo numero è, invece, affidato a quello che può essere considerato come più del disegnatore preferito da Morrison: Frank Quitely. L'ultimo numero, la cui copertina di Bolland riprende la leggenda di Excalibur con la pistola che King Mob gettò nel lago antistante la villa di Mason al posto della mitica spada arturiana, mette a posto gli ultimi tasselli di un complesso mosaico durato cinque anni circa e in un certo senso rappresenta il mondo sperato di Morrison, con una tecnologia avanzatissima e una consapevolezza profonda della propria forza e della propria volontà da parte di ogni essere umano. In un certo senso la saga conclusiva del suo ciclo della JLA non è altro che una riproposizione de Il Regno Invisibile ma in chiave più semplice e roboante: in fondo il cambiamento della società e quindi del mondo, per quanto lento, non può avvenire senza una diffusa consapevolezza sociale.

(prossimamente: La fisica degli Invisibili)

Puntate precedenti:
* Rivoluzione invisibile
* Inferno in America
* Criminali sensitivi
* Scienza Nera

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