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lunedì 8 settembre 2008

Lo spettacolo delle Ardenne

Non me la sento di gridare in partenza: non vorrei che i punti saltassero! Ciò però nulla toglie alla goduria che mi ha dato quella stessa partenza: Kovalainen parte male perdendo diverse posizioni (gara difficile la sua, con tanto di penalità per un incidente veniale con Webber), Raikkonen affianca subito Massa, mentre Hamilton sembra in grado di andare via. Nel corso del primo giro il finlandese campione del mondo sorpassa agilmente il compagno brasiliano grazie al minor carico di benzina e, probabilmente, a un non perfetto feeling con la pista umida dimostrato dal piccolo Felipe.
All'inizio del secondo, vuoi perché Kimi sta arrivando, vuoi per una deconcentrazione iniziale, Hamilton sbaglia la prima curva, così il finlandese gli è già dietro e, sfruttando la scia e una maggiore velocità di punta della sua Ferrari, completa l'attacco al primo gradino del podio con uno dei suoi sorpassi: il campione del mondo è tornato con grinta e determinazione!
A questo punto inizia una sfida sottile sui tempi, con giri veloci ora di uno ora dell'altro: Raikkonen, che alla fine otterrà il giro più veloce, tanto per cambiare!, ottiene un discreto vantaggio su Hamilton, che a sua volta sfugge a Massa, che dopo incertezze iniziali, riesce a staccare nettamente Alonso. Dopo il primo pit stop, per entrambi i ferraristi avvenuto dopo quello di Hamilton, c'è solo da guadagnare, ma mentre Felipe riesce appena a contenere il distacco, Raikkonen sembra invece in grado di allungare ancora un altro po', dopo i soliti tentennamenti iniziali causati dal non immediato riscaldamento degli pneumatici. Dopo il secondo e ultimo pit stop, poi, nonostante Hamilton sembra riuscire ad andare più forte del finlandese, si ha la sensazione che quest'ultimo sia in grado di controllare la situazione, con Massa che cerca in tutti i modi di avvicinarsi alla coppia di testa, andando di qualche decimo più veloce di entrambi.
In questo frangente è lecito chiedersi: ancora una volta un piccolo errore di tattica? Con una seconda parte molto breve con gomme dure non si sarebbe potuto ovviare il divario di prestazioni con gli pneumatici per poi utilizzare nell'ultima parte gli pneumatici medi per essere più veloci degli avversari e puntare a una doppietta con distacco non indifferente? Quello che è iniziato ad accadere col giro n.4 rende decisamente lecita la domanda: pioggia! In effetti con un divario maggiore e magari con Felipe tra i due contendenti di giornata, le Ferrari avrebbero potuto gestire con maggiore calma la situazione finale, penalizzante per Raikkonen che a poco più di due giri dalla fine, all'ultima chicane, viene sorpassato da Hamilton, che però fa un taglio della pista e cede il posto al campione del mondo. Siamo così sul rettilineo, Hamilton si accoda a Raikkonen, che ha una piccola incertezza, una piccola sbandata, forse dovuta al fondo o forse dovuta a un tentativo di fintare, fatto sta che Hamilton, presa la scia, infila Kimi sulla sua destra, riproponendosi in testa alla gara dopo il primo giro. La prima metà di questo secondo giro sarà piena di eventi: errore di Hamilton dietro un gruppo di doppiati, con il britannico che va sull'erba mentre il finlandese si riporta davanti. Probabilmente nel tentativo di doppiare il prima possibile e guadagnare così sul rivale, Raikkonen esce dalla traiettoria e va in testa coda: con le limitazioni sull'elettronica tale uscita è quasi letale! Il quasi è importante: avviene la stessa cosa più avanti, sempre dietro a un doppiato: questa volta il campione del mondo esce fuori dalla pista, rientra e, nel rientro, non può fare altro che andare sulla riga bianca e sbandare. Sfortuna vuole che in quel punto non ci siano vie di fuga ma un muretto: macchina distrutta e gara finita a poco più di un giro dalla fine, dopo aver passato quasi tutta la gara in testa, pit stop a parte.
La pioggia, i particolari assetti della vettura che non sfrutta appieno gli pneumatici a basse temperature, probabilmente il desiderio di dimostrare qualcosa che, per noi tifosi, aveva già dimostrato, portano il finlandese a un errore pesante e irreparabile, probabilmente dovuto anche alla diminuzione dell'elettronica imposta quest'anno. Così alla fine dietro al britannico della McLaren arrivano sul podio Massa secondo e Heidfeld terzo, con una BMW brava e intelligente rischiando gli pneumatici intermedi negli ultimi due giri, quando l'acqua era veramente tanta. Avessero fatto la stessa cosa in Ferrari al penultimo giro con Massa, probabilmente il brasiliano avrebbe vinto...
Ma cosa ho detto? Avrebbe? In realtà ha vinto, anche se nel caso del rischio con gli pneumatici la vittoria sarebbe stata in pista e non a tavolino. Infatti i commissari, che hanno messo sotto inchiesta il talentuoso pilota di Ron Dennis subito dopo la fine del GP, hanno ritenuto la manovra di Hamilton scorretta, retrocedendolo al terzo posto dopo una penalità di 25": personalmente, più che scorretta, presentava scarso fair play. E' stato evidente il modo in cui, comunque nei limiti del regolamento, Hamilton ha ottenuto la prima posizione dopo il traguardo, anche perché non sta scritto da nessuna parte che un pilota che si sia avvantaggiato da un taglio e che poi cede la posizione ottenuta non debba poi attaccare nuovamente il suo avversario. Questa decisione, probabilmente influenzata anche da quella che ha portato al drive trough comminato a Kovalainen, crea un precedente pericoloso, soprattutto alla vigilia del Gran Premio di Monza e di quel suo difficilissimo avvio di gara: lì, però, se non inventano qualcosa, dovremo assistere a una doppietta McLaren.
Godiamoci, per ora, la vittoria a tavolino di Massa, che dovrà ancora essere confermata, visto il ricorso McLaren, e speriamo in un esito positivo a Monza tra una settimana.

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