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sabato 18 ottobre 2008

Quanto costa proteggere la salute dei nostri nipoti e pronipoti?

Per l'Italia costa troppo, è uno sforzo e una sfida che non vale il futuro delle prossime generazioni, troppo lontane. E' la stessa ottica che ha trasformato quei pochi contadini ribelli che si rifugiarono sulle montagne per non sottostare al governo centrale dei Savoia (governo centrale che all'inizio stava bene solo al Nord!) nelle moderne organizzazioni criminali dei nostri tempi, oggi impegnate sy fronti legali della finanza e della moda.
L'Europa, consapevole del pericolo che incombe sull'economia reale, trovi una sintesi su temi altrettanto importanti, come quello della tutela dell'ambiente, ma sicuramente meno emergenziali rispetto alla crisi finanziaria e al rischio di recessione.

Continuare a considerare, come fa Schifani e con lui tutto il mondo politico (non penso che, nonostante tutte le belle parole dell'opposizione in questo momento, se fossero stati al governo avrebbero avuto una posizione differente!), che l'attuale crisi finanziaria sia slegata dai problemi ambientali non solo è probabilmente sbagliato, ma rischia di acuire la crisi stessa, di posporre il problema a quando questo diverrà irreversibile (sempre che non lo sia già), almeno nell'ottica delle generazioni umane. In fondo la salute dei cittadini e la conservazione di quell'ambiente che è casa di tutti è subordinata ai soldi in tasca, alla ricerca di una impossibile ricchezza generalizzata, che per inciso esiste se non la si quantifica con il denaro e quindi con l'attuale sistema economico.
Alle parole di Schifani fa eco Brunetta:
E' una follia! L'Italia bene ha fatto a rallentare i processi decisionali anche perché sarebbero costati dieci miliardi di euro in più al 2020. Non ce lo possiamo permettere e non è giusto. Noi vogliamo un ambiente pulito. Vogliamo controlli di tipo ambientale che non uccidano però le nostre imprese e le nostre famiglie.

Peccato che senza controlli ambientali, le nostre famiglie le uccidiamo comunque, certo poco alla volta, ma le uccidiamo comunque, il tutto restando dell'idea che, finché i vivi stanno bene, saranno problemi di quelli che stanno nascendo ora o che dovranno ancora nascere.
E tutto questo perché l'Europa ha detto no alle richieste dell'Italia.

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