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sabato 1 novembre 2008

La fabbrica delle bestie

Immagine di Animal factoryImmaginate di rinchiudere un gruppo di uomini che hanno fatto del crimine la loro vita. Immaginate di osservare e controllare ogni giorno le loro azioni. Non è un nuovo reality, ma la cruda realtà, descritta in terza persona da uno dei suoi protagonisti, Edward Bunker. Grandissimo scrittore pulp, riscopritore del genere carcerario, che con lui ha avuto un nuovo modo di essere concepito (in Europa l'unico che gli si potrebbe avviginare è René Fregni), in Animal Farm racconta le avventure di due galeotti, un giovane al suo primo arresto e uno dei recidivi, grazie alla cui amicizia il primo, Ron, riuscirà a evitare la sodomizzazione da parte dei compagni di sventure.
Animal Farm, comunque, al di là dei dettagli tecnici e sulla trama, è una rappresentazione cruda e realistica della vita carceraria negli Stati Uniti (ma probabilmente si potrebbe generalizzare il discorso), fatta di violenze, sotterfugi, gang, sfide razziali come e più radicali di quelle del mondo esterno. Il romanzo diventa, così, un'accusa a un sistema che ben lungi dal voler recuperare la persona, produce in serie delle vere e proprie bestie pronte, una volta scontata la pena, a rendere il mondo un posto peggiore, al di là delle storie personali.

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