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sabato 8 novembre 2008

La strana storia dell'oro

Immagine di La grande dinastia dei paperi - 1963-64 - Vol. 28La passione di Paperon de Paperoni per l'oro e i tesori lo ha spesso portato a viaggiare in giro per il mondo, seguendo soldi e ricchezza, a volte anche tesori nascosti. Nelle sue avventure in giro per il mondo, però, spesso si è trovato tra le mani dei tesori perduti per puro caso, come avviene in Zio Paperone e il tappeto volante. In questo caso Barks ripropone innanzitutto i miti dell'antico oriente, in questo caso il tappeto volante. Già in un'altra storia Barks ripropone le magiche atmosfere dell'oriente misterioso di Alì Babà e de Le mille e una notte, e ancora una volta vengono un po' messe in ridicolo con una serie di gag esilaranti: l'avventura era Zio Paperone e la caverna di Alì Babà. Mentre in quest'ultima storia i paperi sono preda di un sonno ipnotico che li fa viaggiare nel passato attraverso il sogno, nel Tappeto volante la sfida con Amelia oltre a portare i paperi alla scoperta, come detto, di un perduto tesoro, consente all'Uomo dei Paperi di realizzare una nuova capatina umoristica nel mondo del mito e della leggenda.
Proprio alla leggenda popolare, spesso, Barks si ispira per costruire alcune delle sue storie più lunghe e efficaci. Una delle leggende più diffuse e che più hanno ispirato autori di mezzo mondo è certamente quella dovuta alla filastrocca The goose that laid the golden eggs, ovvero L'oca che produce uova d'oro.
La favola originale è stata ideata dal buon Esopo: da allora le versioni popolari hanno fatto il giro del mondo, con modifiche più o meno profonde dall'originale, vedi ad esempio la versione in versi di La Fontaine (in Italia, poi, diventa La gallina dalle uova d'oro). Ispirandosi alla versione anglosassone, il Maestro dell'Oregon regala ai suoi lettori una versione moderna della fiaba: Zio Paperone - L'arcipelago dei piumati. Amelia è ancora una volta antagonista di Paperone e mette in scena con il suo rivale una sfida di avidità nel tentativo di accaparrarsi le leggendarie uova d'oro. Tra i due contendenti c'è la piccola pastorella di oche Fanny Verpelledoca e i nipotini. Grazie a Fanny Barks può sottolineare la differenza tra il mondo semplice, quello contadino a contatto stretto con la natura, e quello moderno, proteso al profitto e al guadagno ad ogni costo, quello rappresentato da Paperone in quanto finanziere e da Amelia, che in un certo senso rappresenta quella parte di mondo che vuole risollevare la sua situazione di povertà a una più dignitosa. La differenza tra questi aspetti, però, viene ancor più sottolineata dalla differenza di attegiamento di Fanny e dei nipotini di fronte al denaro: vediamo come. Ad un certo punto Paperone vuole acquistare tutto il lotto uova-penne per poche decine di dollari. Nella seconda contrattazione intervengono i nipotini che costringono lo zione a pagare la pastorella con il giusto presso. Da parte sua Fanny si sarebbe accontentata dei pochi dollari offertili da Paperone: per lei quell'oro era inutile, una sorta di immondizia, assolutamente inutile per i suoi usi: mangiare e farci dei cuscini!
Per Fanny, in fin dei conti, tutto quell'accapigliarsi per quel materiale luccicante è assolutamente incomprensibile: ella, che ha costruito un rapporto così stretto con la natura che non ha bisogno di formule magiche o di bacchette per comandare alle oche, è assolutamente indifferente al valore dell'oro, non avendo questo alcuna diretta utilità nella vita di ogni giorno, cosa che a quanto pare non solo non pensano Paperone e Amelia, ma anche i nipotini.

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