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giovedì 27 novembre 2008

Un mondo adolescente

Stavo seguendo sabato pomeriggio Scalo 72 (ho scritto giusto?), la trasmissione di musica e altro di RaiDue e veniva proposta una discussione sui bamboccioni, il termine così malamente apparso sulla bocca dell'allora ministro Padoa Schioppa. A un certo punto dell'animata discussione, ecco farsi largo una teoria interessante: gli italiani, nonostante l'età, continuano a considerarsi ragazzi, giovani.
Vorrei, piuttosto che commentare tale teoria, estenderla alla società. Mi viene in aiuto Crociera nell'infinito, splendido romanzo di quell'abile scrittore che era Alfred Elton Van Vogt. In questo romanzo, lo scrittore statunitense propone una teoria semplice ma apparentemente efficace per descrivere l'evoluzione di una società, che in base alle sue pulsioni collettivistiche procede verso il suo destino. Analogamente si potrebbe dire che la nostra società, nonostante tutto lo sviluppo scientifico e tecnologico, non sia ancora adulta, ma di fatto adolescenziale, pur se guidata da un gruppo di comando sempre più vecchio. La difficoltà di vedere un futuro a lunga gittata, di limitarsi al più all'immediato futuro, quando non al solo presente, l'egoistica idea di gestire la società in maniera personalistica e limitata mi fa pensare a una società adolescenziale, un genere umano che non riesce mai a sperimentare veramente la così detta età adulta: non tanto una sindrome da Peter Pan, ma un comportamento poco responsabile, a meno di non parlare dei fatti propri.
A cosa serve non inquinare, riciclare, comportarsi in maniera rispettosa non già verso la legge, ma verso gli altri, quando non mi arricchisco, non penso la mio benessere, e che cosa me ne importa dei miei figli?
Non sembra esistere l'età adulta, che oggi è più un'estensione dell'età adolescenziale che altro, probabilmente, tra i vari motivi, perché la nostra società è profondamente maschilista (il problema non sarebbe risolto da una società profondamente femminista, perché, come ci insegnano i latini, solo l'equilibrio, anche non perfetto, può portare qualcosa di buono).

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