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mercoledì 14 gennaio 2009

Il poliziotto che ride

Immagine di Il poliziotto che rideE finisce proprio con una sonora e sincera risata questo bel poliziesco svedese della serie di Martin Beck, ispettore della squadra investigativa di Stoccolma ideata dai coniugi Maj Sjöwall e Per Wahlöö.
La Sellerio di Palermo, l'editore di Camilleri e dei suoi fortunatissimi romanzi, sta in questo periodo riproponendo la saga completa costituita da 10 romanzi: acquistato a Milano poco prima che giungesse una vera e propria invasione in libreria in corrispondenza con Omicidio al Savoj, l'ultimo romanzo pubblicato dall'editore siciliano, l'ho letto in queste vacanze natalizie, decidendo di chiudere e iniziare l'anno proprio con questo bel poliziesco del Nord Europa che anticipa e non di poco le moderne serie televisive, differenziandosi però da esse per i tempi dell'indagine. In questo caso, a partire dalla strage dei passeggeri di un bus, tra i quali un giovane poliziotto, Martin Beck e i suoi collaboratori risolvono un caso vecchio di venti anni e anche se l'indagine si protrae, a differenza de L'autopompa fantasma che dura tra i 6 e gli otto mesi (non vorrei sbagliare, però!), nello spazio di appena 2-3 mesi, ha proprio il pregio di, mescolando rapporti della scientifica, con profili psicologici, raccolta di prove e testimonianze, pedinamenti e appostamenti, costruire un romanzo realistico fin nei dettagli.
E i due autori, da buoni cronisti, non risparmiano nemmeno le critiche alla società svedese di quegli anni, quelli a cavallo del 1968, una società che per molti aspetti ha anticipato e non di poco quella attualmente in crisi, non solo economica ma, forse, anche di nervi.

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