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lunedì 27 luglio 2009

La locomotiva (pensieri sparsi)

E' da un pò che non scrivo su questo blog... il motivo forse è che sono un pò stanco.
Ci sarebbe così tanto da dire, da riflettere, da discutere... ma a volte mi chiedo: a che serve? possono le mie riflessioni contribuire a cambiare le cose? a volte credo proprio di no.

Consapevole che la nostra civiltà è ormai alla "frutta", che il declino a livello mondiale è iniziato da tempo, non possiamo fare a meno che assistere alla nave che affonda...

La nostra civiltà che anno dopo anno è diventata sempre più complessa sta per collassare sotto il peso dei mancati benefici (economici ma non solo) che la complessità stessa gli dava fino a pochi anni fa; insomma stiamo per fare la fine di tutte le altre civiltà della storia che si sono espanse fino ad un certo punto e poi sono implose, come l'impero romano. Naturalmente tutto ha origine dalla non "sostenibilità" di queste civiltà; dalla loro "crescita" come condizioni necessaria all'esistenza.

Ma mentre il mondo va a rotoli lentamente, ma inesorabilmente, l'Italia ha deciso di suicidarsi subito. Non riesco più a guardare le notizie che vengono dall'Italia. Mi deprimo; mi disgusto; e non vedo via di uscita. Come siamo caduti così in basso? come è possibile che il governo che guida l'Italia sia sostenuto dalla popolazione? capisco che non si vede alternativa valida all'orizzonte (anche se forse c'è ma semplicemente i media non gli danno voce, e quindi non esiste) ma esaltare il "principe" no!
Possibile che non si vede il pericolo? l'Italia è ormai nelle mani di donne pronte a concedersi al "drago" ed uomini che per aggraziarselo sono pronti a strisciare come vermi. Gli italiani hanno dato il paese in mano a puttane e leccaculo.

Questo clima da "fine dell'impero" è asfissiante. Ma naturalmente questo è quello che in pochi vedono, sentono, percepiscono e si preoccupano; il resto degli italiani bela.

Non c'è un giorno che trovi una buona notizia; la lista delle leggi devastanti per il nostro futuro si susseguono ad un ritmo incredibile. Andiamo dalla nuova legge sulla caccia alla nuove centrali nucleari; dalla legge sulla "sicurezza" alla legge per imbavagliare internet; senza parlare delle leggi che dovrebbero "sostenere" il nostro futuro economico.

L'Italia è diventata fascista; e si vede nella superficialità dei discorsi, nell'egoismo che ci vede tutti contro tutti: il nord contro il sud, una regione contro l'altra, una provincia contro l'altra; possibilmente un comune contro l'altro o un quartiere contro l'alto.

Ci si è dimenticati dell'ABC della democrazia: è il popolo che sa cosa è meglio per se stesso (invece ora è il capo del governo che sa cosa è meglio per il popolo); i processi decisionali vanno sempre dal basso verso l'alto (e non dall'alto verso il basso).

E mentre in Europa si chiedono come tutto ciò sia possibile la credibilità del nostro Paese e degli italiani scende sotto zero...

Sembra passato un secolo da quando si scendeva in milioni per le strade a contestare il potere... un'altra grande forza spiegava allora le sue ali, parole che dicevano "gli uomini sono tutti uguali"....

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