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mercoledì 19 agosto 2009

L'abusivo

More about L' abusivoA Napoli quasi tutti in lavori sono abusivi, in nero. Non stupisce quindi che anche il mestiere di giornalista, soprattutto all'inizio, è fatto soprattutto da abusivi. Chi scrive, Antonio Franchini, non lo è più; la persona che è protagonista, Giancarlo Siani, lo era ed è morta tale. L'abusivo è il racconto di come Siani sia stato ammazzato dalla camorra non per chissà quale inchiesta incredibile fatta contro qualche boss, ma per una frase che ha scritto, per una insinuazione lasciata tra le righe, qualcosa che un camorrista non poteva lasciare impunita.
C'è qualcosa di terribile e disarmante nel racconto di Franchini, dal modus operandi dei killer fino al movente stesso. Franchini, purtroppo, non si limita ad una raccolta di fatti e testimonianze, ma decide di introdurre il lettore all'atmosfera di Napoli, della Campania, del Sud: e così intervalla gli spezzoni dedicati a Siani, alla sua vita, alle testimonianze, all'inchiesta, con spezzoni della sua vita in famiglia, egli che ora è uno dei tanti emigrati al Nord per lavoro, una vita in cui troppo spesso mi sono ritrovato e che non ho amato leggere, perché la conosco, ne conosco le atmosfere e che, obiettivamente, è anche pesante da leggere alla lunga, rappresentando una ripetitività disarmante, cui solo l'andare via è un modo per sottrarvisi.
Ottimo il lavoro d'inchiesta, un po' meno quello autobiografico, che però si può e si deve sopportare anche solo per conoscere una vicenda terribile del nostro meridione. Una delle tante.

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