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giovedì 11 febbraio 2010

A Wave will drown in a Buzz

Lettori e segugi(1), nel titolo del post di oggi voglio enfatizzare il confronto tra le ultime due creature di Google: Wave (di cui, mi pare, ho 25 inviti) e Buzz (qui il mio profilo, dove tra le altre cose potete leggere le mie buzzurrate!).
Prima di tutto una recensione sintetica: Wave è collaborativo e di principio privato (ristretto). Buzz è sociale e di principio pubblico.
E ora le considerazioni lunghe:
Partiamo da Wave: il progetto, a inviti e non aperto a tutti, ha come filosofia quella della condivisione di documenti, progetti, eventi. In effetti con Wave si può lavorare alla stesura di articoli più o meno complessi cui è necessario il lavoro di due o più teste, o la gestione di un gruppo di discussione ristretto e tendenzialmente privato, o la più semplice gestione di una gita o dell'acquisto di un regalo. Tutto questo è facilitato dall'approccio a estensioni, già sperimentato con discreto successo all'interno di GMail, e dai robot, dei contatti virtuali che semplificano e rendono automatiche alcune funzioni.
Ad esempio ci sono un paio di robot interessanti: uno che implementa l'uso del LaTeX all'interno di un Wave doc (scusate l'invenzione del termine, che non troverete da nessuna altra parte, ma che con l'avvento di Buzz potrebbe essere l'unico a dare un'idea corretta della differenza con quest'ultimo), e un'altro che consente di inserire il Wave doc in una pagina html, sia nel caso di documento pubblico, sia in caso di documento privato. In entrambe le situazioni bisogna possedere l'uso di Wave (al momento, ripeto, solo ad inviti), ma nel primo caso, una volta autenticati, si potrà vedere il documento, nel secondo lo si vedrà solo se si è tra gli editor del documento stesso.
In sintesi: Wave mi esalta!
E ora Buzz.
L'ultimo nato dai Google Lab, una volta dato l'assenso (a quanto sembra anche non dandolo: immagino che nei prossimi giorni molti buzzurri usciranno da Buzz) si integra in GMail, tanto che chiunque accetti Buzz, si ritroverà a buzzurrare i propri segugi in maniera semplice e diretta.
Uno dei primi problemi per i miei segugi che ho voluto risolvere è stato eliminare il collegamento tra Buzz e GReader, questo perché ogni volta che condividevo un elemento lì, subito un Buzz inviato ai segugi in GMail. Tolto questo, gli unici miei Buzz automatici sono ora connessi con DropSea, Stipaturi e Picasa.
Dopo quindi la giornata di prova, trovo il nuovo servizio di Google una via di mezzo tra Twitter e GTalk: si possono rendere i Buzz pubblici, ma anche privati, e quindi in pratica si può commentare pubblicamente un post, o chattare privatamente senza l'uso di GTalk, ma con la differenza che si può fare una discussione a più teste, una vera e propria stanza di chat.
In generale, però, non mi sembra molto efficiente (è stato più efficiente ieri, a dire il vero), e per molti versi twitter è meglio (anche se riguardo stanotte ho notato un certo malfunzionamento generale... Vedremo con questo lungo post).
Su Crimson's Blog vengono poi argomentati i punti di forza di Buzz. In particolare:
Rich, fast sharing: anche se non si fa uso di determinati siti, Buzz ci consente di condividere i documenti e file contenuti su Flickr, Picasa, Twitter, Google Reader e YouTube. Un occhio di riguardo è dedicato a video e foto insieme ad un apposito photo viewer che consente di visitare una galleria di immagini a schermo intero.
Se riguardo l'invio di video e immagini è tutto molto semplice (per il video, basta inserire il link youtube - esempio; per le foto basta caricarle dal pc o da Picasa o Flickr, in base alle proprie impostazioni - esempio), mentre non mi pare che si possa inviare automaticamente contenuti ai servizi di cui sopra (il mio twitter viene automaticamente aggiornato tramite twitterfeed e posterous, ma non con Buzz, che tra l'altro non ha chiesto la password di accesso a twitter), è dannatamente molto semplice inviare contenuti dagli altri siti a Buzz (a parte i ritardi e i malfunzionamenti odierni), che diventa così un aggregatore autogestito da noi in base alle nostre preferenze (in questo senso il Google profile semplifica decisamente la vita!).
Inbox Integration: grazie a questa funzionalità niente può sfuggire, dai commenti a tutto ciò che si desidera condividere. Non verranno inviate notifiche quando si ricevono nuove email, semplicemente Buzz segnalerà l’evento in modo appropriato ed in tempo reale.
In realtà è ancora più semplice: sotto Inbox si aggiunge Buzz con l'iconcina colorata della multi-chat e accanto compare il numero delle nuove buzzurrate man mano che arrivano.
In sintesi: Buzz è divertente ma ancora mi lascia perplesso.

Ultima nota: vorrei assicurarvi che non sono stato il primo ad associare Buzz con buzzurro: il primo è stato Mirko D'Andrea; io mi sono semplicemente limitato ad usarlo e ampliarlo un po'!

(1) Volendo rendere in italiano la parola followers, letteralmene coloro che seguono, avevo a disposizione due possibili parole che rendono quel significato: seguaci e segugi. Ovviamente ho optato per la seconda!

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