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mercoledì 7 aprile 2010

Con la morte nel cuore

More about Con la morte nel cuoreIl Camilleri milanese, anzi quertoggiarese! E chi è questo genio del nord? (anche se genio mi sembra una parola grossa, anche accostata al pur bravissimo Camilleri). Ma ovviamente Gianni Biondillo.
Forse così ovvio non è, l'accostamento, però ne La morte nel cuore Biondillo si dimostra un bravissimo autore, con uno stile e un modo di presentare i personaggi che si avvicina molto a quello di Camilleri.
I personaggi principali sono Ferraro e Lanza, ispettori della polizia di Quarto Oggiaro, quartiere nella periferia di Milano. Un quartiere che ho visitato andando con mia sorella a trovare una nostra amica. Quartiere che ricorda la nostra Via Popilia, per molti versi e senza offesa né per un quartiere né per l'altro (in fondo sento Via Popilia molto più casa di qualunque altra casa vera abbia mai avuto fino ad ora).
Biondillo ci guida nella scoperta di una Milano ai più sconosciuta, spesso associata (e anche a ragione, come succede con Via Popilia) con la criminalità e i fatti di sangue, ma anche una Milano ricca di umanità e di sentimenti, di rispetto e di onore.
E poi c'è un altro accostamento da fare (un altro?): Jean-Claude Izzo. Lo scrittore marsigliese non aveva la stessa ironia dimostrata da Biondillo, ma certo Biondillo ha la stessa cura di Izzo verso le sue origini, verso quella vita che non viene mai raccontata in tv o sui giornali perché magari abbassa gli ascolti.
Un bel romanzo in cui due inchieste apparentemente minori rivelano la bassezza degli istinti umani e la pericolosità dei quelli più spietati.

P.S.: per chi ha letto il romanzo, a puro titolo di citazione, il mio personaggio preferito è Lanza, persona interessante oltre che appassionata di origami, che non sono certo un mio hobby, ma che nell'ottica carrolliana potranno essere utilizzati nei prossimi mesi su SciBack.

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