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mercoledì 14 aprile 2010

Un economista controcorrente

Jeff Rubin è un economista canadese; uno dei pochi che cerca di leggere i segnali che il nostro sistema economico ci manda senza pregiudizi, arrivando così a delle conclusioni che raramente un economista è pronto ad accettare.

Ha fatto clamore la sua affermazione che nel giro di un paio di anni il prezzo del petrolio potrebbe arrivare ad avere 3 cifre, raggiungendo i 225$ a barile nel 2012. La sua affermazione è accompagnata da importanti conseguenze, prima di tutto gli effetti di questo sui trasporti con la conseguente trasformazione del commercio da transoceanico a regionale (la fine della globalizzazione!). Il prezzo del carburante, con l'aumento del costo del petrolio, raggiungerebbe valori così elevati da non consentire più il commercio come lo conosciamo oggi, con container che vengono spediti dalla Cina all'Europa fino agli USA.

Le sue premesse sono molto semplici: ogni cosa che noi facciamo, acquistiamo o mangiamo è intimamente legata al petrolio e così come il suo prezzo aumenta, allo stesso modo aumenta il prezzo per estrarre, lavorare, produrre, impacchettare e spedire i beni che consumiamo.

Lui è uno dei pochi che ha legato la crisi scoppiata negli USA l'anno scorso al rapido aumento del petrolio che raggiunse i 150$ nel Luglio del 2008, giusto prima che la "crisi" scoppiasse. Mentre gli altri si affannavano a parlare di "speculazione" (come d'altronde stanno facendo anche ai giorni nostri) lui ci spiega come fu proprio il prezzo del petrolio che portò ad un aumento dei tassi di interesse e dell'inflazione, innescando la crisi dei mutui, che in una reazione a catena ha portato alla crisi del mercato globale.

Le cose che dice sono ragionevoli e dette e stradette in tanti blog che si occupano di cosa succede intorno a noi; sentirselo dire da un importante economista però fa la sua impressione... chissà cosa succederebbe se i politici cominciassero ad ascoltarlo...

Probabilmente il picco di produzione del petrolio è già dietro di noi ed il prezzo del petrolio ha ricominciato la sua risalita; come dice Jeff Rubin "appena l'economia riprenderà a crescere il prezzo del petrolio tornerà a salire" e questo porterà ad una nuova crisi.

Quindi una cosa è certa, quello che succederà nei prossimi anni non potrà non essere che "traumatico": il peggio deve ancora venire (per quanto sembra che stasera sulla tv pubblica si stia discutendo se la crisi esista davvero... c'è ancora chi è convinto che le cose non esistano se non se ne parla... o che i problemi si superino solo facendo gli ottimisti...).

Vi lascio con questo intervento di Jeff Rubin (32 minuti di intervento seguito da alcune domande):


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