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mercoledì 1 dicembre 2010

Brera Update (una storia anti Gelmini)

Mi rendo conto che vi debbo un piccolo aggiornamento, e soprattutto devo assicurarvi che (ormai da tempo) sono tornato a casa. La scena che però voglio raccontarvi non sarebbe mai avvenuta se non mi fossi dimenticato ombrello e cellulare in ufficio. Questo ha implicato che, non avendo la chiave dell'Osservatorio, sono stato costretto ad attendere che il seminario di oggi si concludesse e soprattutto che Ilaria si liberasse dall'impegno per consentirmi di andare a recuperare ciò che avevo dimenticato.
L'intera operazione non ha preso più di una mezz'oretta e quindi, verso le 19:30 mi sono avviato verso l'ingresso principale, che era aperto, come avevo già scritto. E chi ti trovo lì davanti? Un gruppetto di non più di cinque studenti davanti al portone circondato da un gruppo di una decina di poliziotti, in stato di antisommossa, e ben due camionette parcheggiate in via Brera.
Mi sembrano esagerate due camionette, ma anche il presidio di Brera. Palazzo Brera, infatti, è frequentato da ricercatori, quelli che lavorano per l'Orto Botanico e quelli dell'INAF, da quelli che lavorano alla Pinacoteca e da studenti delle belle arti, molti dei quali stranieri. E in tutto il Palazzo, al cui interno c'erano ancora persone al lavoro (custodi, inservienti, qualche ricercatore attardato), se gli studenti erano una ventina era già tanto, almeno quelli che ho visto tra i portinai e quelli sparsi nei corridoi.
A questo punto vi lascio, con la speranza che non sia successo e che non succeda nulla...

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