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domenica 29 agosto 2010

Dies Irae


Mozart 1756-91 Sings his Requiem di Thomas W. Shields

Emanuela discorre di questa ricerca sulla morte di Mozart. A me il Rquiem di Mozart piace, e così ho pensato bene di proporvi il Dies Irae, uno dei pezzi del Requiem che preferisco:

sabato 28 agosto 2010

Sfida di magia

Grazieakì: Che Agni(1) ti consumi nel fuoco degli inferi!!!
Kisarah
: Che Kalà(2) ti pietrifichi fino alla fine dei tempi!
Asterix
: Che Toutatis(3) ci assista: siamo troppo alti per saltar giù!

(alcune vignette dopo)

Grazieakì: Che Surya(4) ti bruci le ossa!
Kisarah
: Che Vac(5) ti secchi la lingua!

(ancora più tardi)

Grazieakì: Che Skambhà(6) ti schiacci il cielo sulla testa!
Kisarah
: Che Pusan(7) ti tramuti in caprone!

(sempre più tardi)

Kilosah: Che Visnù(8) ti strangoli, infame guru!

(non è proprio un incantesimo, ma lasciatemi una piccola licenza...)

(da Le mille e un'ora di Asterix, di Uderzo, 19° volume dei Classici del Fumetto, trad.Alba Avesini)

(1): dio del fuoco indiano;
(2): dio del tempo;
(3): divinità gallica;
(4): dio del sole;
(5): dio della parola;
(6): dio che regge la volta celeste;
(7): dio degli animali domestici;
(8): dio dalle molte braccia.

lunedì 23 agosto 2010

Il cammino dello spettro

Rebecca Stott è insegnante di Storia della Scienza all'Anglia Ruskin University. E si vede leggendo Il codice di Newton, concessione che l'editore, la Piemme si è concessa nel proporre Ghostwalk in Italia. Probabilmente il titolo più corretto, Il cammino dello spettro, che propongo come titolo della recensione di oggi, era troppo intelligente e raffinato per i lettori italiani, o così avranno pensato i geni del marketing che, invece, hanno puntato sul successo di un libro come Il codice da Vinci, che ha vissuto di rendita grazie alla pubblicità gratuita di un processo per plagio da una parte e delle critiche della Chiesa cattolica dall'altra.
Perché Il cammino dello spettro, certo più letterale, era più adatto a sintetizzare il contenuto del romanzo? Per due motivi: in italiano la parola spettro è sia sinonimo di fantasma, ghost, ma anche indica lo spettro elettromagnetico, sia esso di emissione o di assorbimento, tipico di stelle o di oggetti che stanno emettendo. E', ad esempio, grazie allo spettro rilevato che siamo in grado di stabilire di cosa è fatta una stella o semplicemente un oggetto che brucia.
Il primo a fare studi in questo campo, a rilevare lo spettro della luce, ad esempio, quella bianca quando attraversa un prisma, è stato Newton, e questo spiega il titolo italiano, visto che Newton è il protagonista del romanzo, nel bene e nel male. Intorno alla figura del grande fisico, matematico e, si scopre grazie alla Stott, alchimista britannico si imbastisce un mistero che lega i nostri giorni con quelli di Newton, in particolare con il periodo in cui otteneva la cattedra di matematica presso il Trinity College. In effetti il buon Isaac ottenne la cattedra in virtù di alcune morti e defezioni improvvise, risultando alla fine il migliore per la sostituzione dei suoi sfortunati predecessori.

domenica 22 agosto 2010

Voodoo

Inquietante ma anche con una morale, questo Sebastian's Voodoo di Joaquin Baldwin, corto animato che ha partecipato alla National Film Board competition.
L'insegnamento è semplice: il valore del sacrificio e della solidarietà, qualcosa che spesso manca in questo mondo.
Buona visione:

sabato 21 agosto 2010

Giochi di società

Governatore Diplodocus: Portate la pentola del formaggio fuso! Allora, intesi? Chi perde il suo pezzo di pane nel formaggio fuso, deve pagare un pegno: la prima volta si becca cinque bastonate; la seconda volta venti frustate; e la terza volta viene buttato nel lago con un peso attaccato ai piedi!

(da Asterix e gli Elvezi, di Goscinny e Uderzo, dal volume Asterix e Obelix alla conquista del mondo, ed.Mondadori, trad.Luciana Marconcini)

giovedì 19 agosto 2010

Rebirth

Lo ha segnalato anche nei commenti dell'Isola di Quandomai e ora, dopo aver ascoltato qualche assaggio, lo consiglio anche io, Rebirth, l'ultima fatica musicale di Giuseppe Deliso, in arte Joe Guitar, il tenutario di Discover your sound.
Na hanno parlato anche Peppe e Paolo. E ora, visto che ho un po' di tempo e per oggi non avevo programmato nulla, ve lo consiglio anche io: in fondo è jazz!!!
E visto che ci sono, vi consiglio anche di dare un'occhiata a Musica e vita di Guglielmo Nigro, col quale condividiamo la collaborazione per LoSpazioBianco.

mercoledì 18 agosto 2010

I miti di Lovecraft

More about I miti di LovecraftIl 12.mo volume di Epix, lo speciale di Urania dedicato al fantasy e al fantastico in generale (e che da un po' ho ormai perso di vista...), è una selezione della raccolta Tales of Lovecraft Mythos curata da Robert Price. Dalla raccolta la redazione di Urania ha escluso Robert Bloch, presente con una prefazione, un racconto dello stesso Price, e tra gli altri anche 2 racconti di August Derleth, che è uno dei principali ordinatori dell'opera di Lovecraft. La raccolta, comunque, nasce per mettere insieme racconti ambientati e ispirati dal solitario di Providence e principalmente legati ai miti di Cthulhu.
Gli autori presenti in questo volume sono
  • Howard con Le cose nel tetto e Il fuoco di Assurbanipal
  • Clark Ashton Smith con Le sette maledizioni
  • Henry Kuttner con Gli invasori e La campana dell'orrore
  • Price con Il signore dell'illusione
  • Richard Seeright con Il custode della conoscenza
  • Henry House con Il guardiano del libro
  • Robert Lowndes con L'abisso
  • Duane Russell con La musica delle stelle
  • Carl Jacobi con L'acquario
  • Donald Wollheim con L'orrore di Lovecraft
  • Fritz Leiber con Per Arkham ad astra
In appendice Alt+Canc di Mario Bianchino, collaboratore della redazione, un racconto che nulla ha a che spartire con il volume.
I racconti migliori in assoluto sono quelli di Howard, ma questo non era difficile da prevedere. In particolare Il fuoco di Assurbanipal ha un sapore conaniano che lo rende particolarmente affascinante. La storia ha poi molto in comune con il frammento howardiano Il salone dei morti, rielaborato in forma di fumetto in una trilogia da Mike Mignola con i disegni di Cary Nord per la prima serie della Dark Horse dedicata a Conan e raccolto in Italia sul 4.0 volume di 100% Conan: Il salone dei morti edito dalla Panini.
Particolare il racconto di Smith, che utilizzando una struttura favolistica, racconta di orrori tipicamente lovecraftiani. Come lettore mi aspettavo una risoluzione circolare del racconto, che invece trova la sua fine con la morte improvvisa del protagonista, tale Ralibar Vooz. Probabilmente l'attesa era dovuta all'accenno ai cerchi:
(...) Ho circondato questo luogo con dodici cerchi di illusione, il cui effetto è moltiplicato dalle loro innumerevoli intersezioni; e la possibilità che un intruso riuscisse a trovare la strada per la mia dimora era così piccola da essere trascurabile.
Sono le parole dello stregone Ezdagor, che impone la prima fatica sul nostro Ralibar Vooz, una sorta di Ercole lovecraftiano che si aggira tra divinità oscure, di volta in volta suscitando interessi mangerecci o sperimentali o quant'altro fino alla morte conclusiva e quanto mai casuale!

sabato 14 agosto 2010

I mostri in giardino

Si citavano le Sansoformiche nell'Isola di Quandomai, e una storia non dissimile è anche I mostri in giardino, uscita sul Topolino 2837 all'interno della serie Topolino che risate! che ha come obiettivo quello di proporre storie ispirate ai grandi cortometraggi che hanno visto per protagonista il mitico Topolino.
Autore di questa storia è il mitico Casty, ma forse ve lo sareste aspettati, che reinterpreta Mickey's garden, in questo caso, però, alla rovescia: mentre nel cartoon era il giardino a ingrandire, nella storia di Casty è Topolino, insieme al fido Pluto, a rimpiccolire. La colpa è del solito bi-bis di Pippo e della solita invenzione un po' assurda, l'intruglione, un pastone strano che diluito nell'acqua crea una sorta di insetticida, che però non uccide ma rimpicciolisce gli esseri viventi.
Tra Walsh e Gattfredson e il masetro Scarpa, Casty ripropone l'ennesima variazione sul tema del protagonista piccolo in un mondo gigantesco, una storia divertente con un leggero ecologismo di fondo, un messaggio appena appena sottile, un invito a costruire un mondo più armonioso e fondato sulla collaborazione.

venerdì 13 agosto 2010

Lo SpazioBianco: un mese e mezzo dopo

Siamo ripartiti da poco con un nuovo sito, rinnovato in grafica e più agguerrito che mai nei contenuti (sempre seri e puntuali), che ha ricevuto non pochi complimenti. Abbiamo confermato la posizione di rilievo nel panorama della critica fumettistica italiana (altrimenti scarsamente presente), ed ora, mentre sono in progetto sempre nuovi articoli, è giunto il momento di un primo consuntivo, che arriva a metà agosto, a circa un mese e mezzo dalla riapertura, con un comunicato stampa ufficiale che, molto volentieri, vi propongo per la lettura:

Rilanciato il 1 luglio con un sito completamente rinnovato, su cui capeggia la testata disegnata da Squaz, LoSpazioBianco.it ha ripreso dopo qualche settimana di pausa forzata i suoi aggiornamenti, ancora più costanti e vari.
Hanno preso il via due nuovi spazi editoriali, SCRIVERE DI FUMETTO, dedicato all'analisi del fare critica sul fumetto, partita con un'intervista a Gianni Brunoro e proseguito con un intervento di Marcello Napoli su un proto-fumetto, con piccolo contributo di Daniele Barberi, e OLTRE LA CRISI, uno spazio di analisi e sviluppo di possibili idee e scenari per abbandonare l'atmosfera di eterna crisi del fumetto, iniziando a parlare delle potenzialità del fumetto nelle esibizioni dal vivo; a ispirare quest'ultimo pezzo, una performance live di Gianluca Costantini a Firenze ampiamente trattata con video, foto, cronaca dell'evento e intervista all'autore.
Abbiamo offerto spunti per discutere sul fumetto con gli EDITORIALI su Leo Ortolani e il suo futuro dopo Rat-Man e sulla necessità di superare la crisi del fumetto.
Per ricordare Harvey Pekar, capostipite del fumetto autobiografico recentemente scomparso colpevolmente poco conosciuto in Italia, abbiamo presentato un sentito ricordo e l'omaggio illustrato di autori come Giacomo Nanni, Giulia Sagramola, Tuono Pettinato, Maicol & Mirco, Paul Hornschemeier e Koren Shadmi.
Abbiamo parlato di iPad, la tavoletta "magica" ideata dalla Apple, sia in una lunga intervista con Carmine Di Giandomenico, disegnatore del primo fumetto Marvel distribuito in contemporanea su iBook, sia con due articoli dedicati al ruolo di questa nuovo canale per il fumetto: un'analisi generale e uno scambio di battute con Barbieri, Gallinari, Gine-vra, Lupoi, Naybors, Plazzi e Stefanelli.

giovedì 12 agosto 2010

Il mondo di Tutor

Alcuni anni fa Voyager riprese una bufala vecchia e già sbugiardata da almeno un paio di anni, quella di John Titor, un uomo proveniente dal futuro a bordo di un camion in grado di viaggiare nel tempo proprio come la Delorian di Ritorno al futuro. Il titolo della storia di Casty, in tre parti tutte pubblicate sul Topolino 2839 in occasione del 40° Earth Day, richiama proprio Titor, ma come evidente in realtà si riferisce al tutore, di cui tutor ne è sinonimo.
Tutor, infatti, è un robot preposto al benessere e alla felicità degli abitanti del suo pianeta. Questo mega robot, però, per riuscire a rispondere a tutte le richieste dei suoi padroni, ha letteralmente consumato le risorse del pianeta, così per rispettare i desideri dei bambini, che vogliono dei cuccioli veri con cui giocare, è costretto a mandare le così dette teste di Tutor sulla Terra a prelevarne gli animali. Grazie a uno stratagemma, anche Topolino ed Eta Beta giungono su questo mondo desolato e ormai prossimo all'esaurimento, dove grazie a un'idea di Topolino si riescono a risolvere le esigenze dei due pianeti: la maggior parte degli animali torneranno sulla Terra, mentre un'altra parte, per sua libera scelta, resterà con i bambini di quel mondo desolato.

mercoledì 11 agosto 2010

L'isola di Quandomai

Orfani di Lost, delusi da un finale che non spiega poi molto (cos'è il fumo nero? e se sono tutti morti, come fanno i tipi a scappare con l'aereo nell'ultimissima scena dell'ultimissima puntata? dobbiamo aspettarci un film nelle sale che chiuderà completamente i filetti narrativi rimasti?) forse dovreste provare a recuperare i Topolino nn.2832-2833 con L'isola di Quandomai, storia scritta e disegnata dall'ormai mitico Casty.
Ingredienti base di Lost: Topolino, Pippo, Minni, Pluto finiscono su un'isola che sembra deserta, naufraghi dopo una tempesta così violenta da affondare una nave moderna, la Tristan Oceanic (ricorda qualcosa?). Insieme a loro Gambadilegno, Trudy, e un antipatico e borioso duca con tanto di maggiordomo tuttofare (nel senso che fa tutto al posto del duca).

L'isola, a quanto sembra, è ormai abbandonata da un paio d'anni dopo essere stata base per un esperimento scientifico: i naufraghi, però, riattivano la corrente e si iniziano a stabilire, mentre sulla spiaggia Pippo ha lasciato un messaggio (Salvateci o sparateci). Qui, esplorando, scoprono che al centro dell'isola vivono dei dinosauri, proprio come l'isola dove Topolino e Pippo vengono guidati dal professor Ossivecchi nell'ormai classica Topolino all'età della pietra. E proprio una controfigura di Ossivecchi sembra Barraquater, l'unico rimasto della spedizione scientifica di due anni prima, che prende contatto con i naufraghi, invitandoli ad andare a trovarlo nella piattaforma al centro dell'isola.

lunedì 9 agosto 2010

Foresta di cristallo

More about Foresta di cristalloIsaac Asimov e soprattutto Stanislaw Lem hanno portato il noir nella fantascienza, creando la così detta fantascienza psicologica, dove le sensazioni, i pensieri degli esseri umani posti di fronte allo spazio profondo e a ciò che lo abita, sia esso una minaccia o meno, costringe gli esploratori a interrogarsi su se stessi. Ballard, invece, il noir lo porta sulla Terra, dando insieme a Dick le origini dello steampunk, la cui fondazione viene usualmente assegnata a Gibson e Sterling.
Come già ne Il mondo sommerso, anche ne La foresta di cristallo Ballard è interessato ad esplorare le origini ancestrali dell'uomo, quella parte primitiva che ne muove le azioni. Ancora una volta c'è un evento fuori dal controllo degli esseri umani che sta invadendo il pianeta: in questo caso è una sorta di cristallo che assale qualunque essere vivente del pianeta e che lo ricopre, congelandolo per sempre in una vita lenta ed eterna. E così è proprio il voler entrare o sfuggire dan questa foresta di cristallo che si sta allargando a tutto il pianeta ciò che muove i personaggi del romanzo di Ballard, ciò che ne spiega la follia o la lucidità.
Se London ha scritto Il richiamo della foresta avendo in mente un ritorno alle origini collegato con la terra, stimolato dal rapporto con i luoghi solitari e incontaminati, il richiamo di Ballard è concepito con una profonda vena di pessimismo, perché per ritrovare le proprie origini l'uomo ha sempre bisogno di un impulso esterno, che non appartiene al suo stesso pianeta, al suo stesso ambiente usuale. In un certo senso è un po' come attenersi al precetto che bisogna morire (da qui la distruzione del mondo dell'uomo) per poter rinascere, cioè la fusione con il cristallo per entrare in una dimensione di sogno e dimenticare le preoccupazioni di una vita forse troppo ricca di stimoli che ancora non si è imparato a gestire.

Harmonious world

domenica 8 agosto 2010

La fionda elettrica

Niente di dickiano ma un corto della Pixar, For the birds.
Buon divertimento (per la serie: ride bene chi ride ultimo):

sabato 7 agosto 2010

Cinghiale forever

(Contravvenendo agli ordini di Panoramix, Obelix ha bevuto un'intera marmitta di pozione magica, divenendo di granito. Dopo un pò di giorni e vari tentativi Obelix ritorna in carne ed ossa, ma bambino. In queste condizioni viene rapito dai romani per essere trasportato a Roma. Sulla nave fa i capricci perché vuole mangiare cinghiale:)

Manicarettus, il cuoco: Per solleticare il palato, proporrei di cominciare con larve di sfinge candite in miele d'acacia; poi, lombrichi fritti in olio di ricino come primo e mammelle di giovenca al naturale o in umido, come secondo...
Obelix: Non voio! Voio cinghiale!
Manicarettus: Per Apicius, non faccio porcherie, io!
Obelix: Voio cinghiale!
Tacitaccordus: Ma proprio a me doveva capitare 'sto mostriciattolo?! Gnnnnnnnin!!! Attraccate al primo porto che capita e trovate un cinghiale prima che gli faccia ingoiare...
Obelix
: ... del cinghiale!

(da Asterix e la galera di Obelix, di Uderzo, dal volume Asterix - Le storie più belle, ed.Mondadori, trad.Alba Avesini)

venerdì 6 agosto 2010

Gmail: account multipli

Ho appena letto che Google sta iniziando a rendere disponibile l'opzione degli account multipli. Ovviamente l'ho provata subito, utilizzando però la lingua inglese (in italiano ancora non è disponibile).
Devo dire che ancora non funziona perfettamente (non si riesce a zompare da una gmail all'altra), e al momento si possono solo vedere i servizi attivi per il secondo account. Credo però che le operazioni di supporto per i servizi principali (gmail e calendar su tutti) saranno presto messe a posto.
Per ora mi tengo questa novità, e spero che inizi a funzionare bene il prima possibile!

The great primatologist

giovedì 5 agosto 2010

Un problema pitagorico!

Dopo le equazioni di primo grado risolte con GeoGebra per la classe prima, tocca alla classe seconda, con la risoluzione di un problema sul Teorema di Pitagora. In effetti gli ho proposto un problema che Annarita aveva proposto ai suoi studenti:

Di tutte le risoluzioni, anche in questo caso ho scelto due applet: in ognuno dei due gruppi è presente uno dei due migliori della classe, almeno per quel che riguarda la matematica.
E ora i link:
Applet 1: visione | download
Applet 2: visione | download

Ovviamente un saluto a Federica, Hazel, Giuditta, Stefano, Matteo

mercoledì 4 agosto 2010

Calcolare le equazioni con GeoGebra

Agosto è iniziato da poco. La scuola è finita da un po', ma tra un po' inizierà il nuovo anno, così, finalmente, vi propongo un paio di applet GeoGebra realizzate dagli ormai miei ex-studenti (è questo il destino dei supplenti: avere ex-studenti a fine di ogni anno scolastico, anche se forse diventerà il destino di un po' tutti gli insegnanti).
Lo spirito del compito era molto semplice: mostrare ai ragazzi che è possibile utilizzare la geometria per risolvere le equazioni di primo grado, che erano argomento di studio di quel periodo, e iniziare a fargli prendere confidenza con la risoluzione grafica di questi oggetti matematici.
Giusto per curiosità (e poi, magari, così potrete ripassare un po' la risoluzione delle equazioni, sia che siate studenti sia che siate ormai ex-studenti), vi propongo le equazioni che ho dato loro da risolvere: \[x+3 = 2x+1\] \[3(x-1)+2 = 2(x+2)-3x\] \[1/2 (x-3)+2x = 3(x+2)+ 4\] \[(x+1)^2 +3 = (x-2)^2 - 2\] \[2(x+1)^2 -2 = 2(x+1)^2 - 2x\] \[2(x+1)^3 - 3x = 2(x-2)^3 + 2 (9x^2+2)\] \[(x+1)^2 + 3x = x^2 - 4x + 2\] \[(x+1)^2 + (x-1)^2 = (x+2)^2 + (x-3)^2\] \[\frac{1}{2} (x+2) - 1/3 x = 2(x-3) + 2(\frac{x+1}{x-1} - \frac{x-1}{x+1}(x^2 -1)\] Le applet potete visualizzarle on-line (prima, seconda) o scaricarle (prima, seconda).

P.S.: la corretta visualizzazione delle espressioni, editate direttamente in LaTeX, è possibile grazie agli script utilizzati nel codice del blog. Per maggiori informazioni, vedi i LaTeXsperiment 1 e 2.
Un saluto conclusivo a Stefano, Davide, Fabio, Alessandro, i baldi giovani che hanno realizzato le due applet (lo confesso: ho fatto alcune modifiche, più che altro di restyling per la pubblicazione...)

domenica 1 agosto 2010

La ricerca della vita intelligente

Osserviamo che la serie di argomenti addotti in precedenza dimostra che la presenza di segnali interstellari è assolutamente compatibile con le nostre conoscenze e che, se i segnali esistono, i mezzi per decifrarli sono oggi disponibili. Pochi sarebbero disposti a negare l'eccezionale importanza, sia pratica sia filosofica, che rivestirebbe la decifrazione di messaggi interstellari. Riteniamo perciò che alla ricerca razionale dei segnali valga la pena dedicare uno sforzo considerevole. E' difficile stimare la probabilità di successo, ma se non proviamo mai, le probabilità di successo saranno sempre zero.

Morrison e Cocconi, 1959

(citazione inserita ne Gli ascoltatori di James Gunn, trad. Laura Serra)