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mercoledì 29 giugno 2011

Dammi un Feynman a fumetti!

Lo aveva segnalato con un certo anticipo Andrea, tanto che durante la settimana newyorkese (controllare l'etichetta per aggiornamenti) ho cercato di acquistarlo, avendo la precisa idea in mente che mi sarebbe costato meno in originale che nella sua versione tradotta. Purtroppo, come ho scoperto successivamente, Feynman di Jim Ottaviani e Leland Myrick, uscirà ad agosto (e quindi in Italia presumibilmente l'anno prossimo).
Nell'attesa possiamo, però, divertirci a dare un'occhiata alle 23 pagine di anteprima, oppure al comic trailer (via G.T. Labs):
I bonghi di sottofondo sono dello stesso Feynman!
E visto che ci sono, nel senso che sto parlando di libri, vale la pena segnalare una delle notizie peggiori che mai ci possano essere per un lettore seriale come il sottoscritto: il limite massimo di sconti che le librerie possono mettere sul prezzo di copertina, nei cui confronti l'editore è sovrano. Ne aveva già parlato Fabristol, affermando, e non a torto, che la legge era sostanzialmente anti-Amazon, impedendo così alla versione italiana del noto sito di vendere con gli stessi sconti con cui vende sulle versioni straniere. Il fatto, però, che l'editore è sovrano sul prezzo, implica però un dettaglio non indifferente: un editore che ha anche aperto una libreria o un punto vendita può tranquillamente applicare sui libri che egli stesso pubblica, ma non sugli altri, degli sconti superiori al 15% senza incorrere in sanzioni. Il motivo è semplice: i libri li pubblico io (Feltrinelli, Mondadori, Sonzogno o chi altri) e quindi, quando sono io a venderli nei miei punti vendita, almeno quelli miei e degli editori da me controllati, posso applicare gli sconti che voglio. Come ad esempio l'iniziativa di qualche giorno fa a Milano dei libri della Sonzogno venduti a chili (sono andato a fare acquisti, ovviamente!).
In definitiva è una legge che va incontro ai grandi editori e ai grandi punti vendita, che rende la vita un po' più difficile alle piccole e medie librerie e che rischia di rendere più difficile la vita a una istituzione milanese come Il Libraccio dove si trovano libri usati al 50%. D'altra parte mi verrebbe anche da pensare: il bookcrossing, in questo modo, diventa illegale?
Per ovviare a tutto questo sono convinto che si svilupperanno canali di vendita e situazioni alternative all'attuale mercato, e se ciò dovesse avvenire, allora almeno qualcosa di buono da quest'ennesima assurdità ne potrà anche venire fuori...

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