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venerdì 2 settembre 2011

Discussione sull'Higgs

Non è che non ho niente da fare la mattina. Almeno per un altro mesetto e mezzo ho certamente da fare. E poi mi da sempre fastidio uscire con due post (o articoli che dir si voglia) al giorno. Il fatto che, però, in questo periodo sto cercando delle soluzioni tecniche a un dato problema mi da modo di perdere (che poi non è mai tempo perso) un po' più tempo con la lettura delle cose interessanti. Ero andato da Peppe per vedere come procedeva una certa discussione sul suo blog quando leggo, fresco fresco, un articolo su uno degli ultimi e più eclatanti esempi di cattivo giornalismo scientifico, peraltro pubblicato su uno dei magazine giornalistici on-line più seguiti e apprezzati, Giornalettismo. L'articolo, firmato da Lou Del Bello, ha il titolo già di per sé indicativo di La particella di Dio non esiste.
Prima di tutto concentriamoci su alcuni errori di fondo dell'articolo della Del Bello: c'è un unico link, che rimanda al Washington Post, unica fonte dell'articolo, e ne riprende i difetti principali dell'articolo del giornale statunitense: nessun riferimento immediatamente verificabile con un click: non è chiaro se le dichiarazioni di Tonelli sono di prima mano da Robert Evans della Reuters (ancora le famigerate agenzie, e la Reuters anche dal punto di vista scientifico è una delle migliori!), magari prese da una conferenza stampa tenutasi alla conferenza citata nell'articolo, né c'è alcun riferimento al blog di Pauline Gagnon.
A questo ci sono da aggiungere altri gravi difetti. Innanzitutto un livello di approfondimento piuttosto basso (per aggiungere assurdo all'assurdo, Giornalettismo ha pubblicato, come redazione, un articolo sull'Higgs tutto sommato ben fatto, Alla ricerca della particella di Dio - 2, che però è una agenzia della ADNKronos!): mancano riferimenti verificabili a vista, come ad esempio dei grafici, o a gente che di Higgs ha parlato nell'ultimo mese (e tra poco li darò). Manca poi un pre-requisito fondamentale: la competenza da parte di Lou nel gestire la materia, come ha essa stessa affermato nei commenti, e che emerge ancora di più nella gestione dei commenti, dove giustamente i lettori hanno detto tutto e il contrario di tutto e Lou non ha risposto con una sola competente risposta, né dando riferimenti a blog più competenti sulla materia.
Iniziamo, però, a dare qualche riferimento. A fine luglio si è tenuta la conferenza Eps-Hep 2011 (che tra l'altro ha visto la consegna di prestigiosi premi ai fisici italiani) dove sono stati diffusi dei primi dati sull'Higgs. Ho provato a riassumere, usando come fonti dei grafici altri blog stranieri, la situazione proprio qui su DropSea (è per questo che non do ulteriori link riguardo la situazione di fine luglio). Da quella rassegna vi estraggo il grafico di ATLAS:
che potete confrontare con il grafico proposto sempre da ATLAS alla conferenza russa di fine agosto (quella cui fanno riferimento gli articoli di Del Bello e Evans):
Il grafico, proposto da Marco Delmastro (e in inglese da Tommaso Dorigo) sembra in effetti dare poche speranze al bosone di Higgs standard, ovvero all'esistenza di un bosone massivo all'interno del modello standard (a differenza, invece, di quanto affermato da Leopoldo Benacchio, che in questo caso, mi dispiace, non mi pare abbia dato una informazione corretta), mentre ancora non è detto che non esista una particella analoga oltre i limiti teorici (come ho cercato di spiegare nel mio articolo segnalato in precedenza).
C'è però in questo momento qualcosa che mi indigna ancora di più, al di là della superficialità con la quale è stata trattata la materia. Ieri Marco Cameriero, nel suo commento, scriveva ad un certo punto
1) Come mai, in genarale, i feedback (commenti e condivisioni social) sugli articoli scientifici (ma non solo) sono così pochi e spesso addirittura nulli?
Non so rispondere però so dare un paio di dati: l'articolo di Lou Del Bello su Giornalettismo ha ricevuto 4 tweet e 400 mi piace; il mio articolo di inizio agosto 1 tweet, 1 G+1e sicuramente una segnalazione su stumbleupon, mentre il suo equivalente in inglese 2 tweet e 3 condivisioni alternative (nulla su facebook o reddit); l'ultimo articolo sui risultati di ATLAS di Marco ha ricevuto 2 tweet, 5 mi piace e un G+1.
Questi piccoli dati suggeriscono che: non siamo letti abbastanza e chi ci legge e ci segue e ci segnala non ha abbastanza forza per portarci allo stesso livello di attenzione di prodotti come Giornalettismo, che il mestiere lo fanno bene solo quando lo fanno fare ad altri! E' anche per questo che, di tutti i commenti deliranti presenti sull'articolo uscito sul Giornalettismo, ho apprezzato moltissimo questo commento:
Tutti si sentono in diritto, in dovere di parlare di cinema.
Tutti parlate di cinema, tutti parlate di cinema, tutti!
Parlo mai di astrofisica, io? Parlo mai di biologia, io?
Parlo mai di neuropsichiatria? Parlo mai di botanica?
Parlo mai di algebra? Io non parlo di cose che non conosco!
Parlo mai di epigrafia greca? Parlo mai di elettronica?
Parlo mai delle ditte dei ponti dell’autostrada?
Io non parlo di cardiologia! Io non parlo di radiologia!
Non parlo delle cose che non conosco!!!

Bene, ora sostituisci cinema con scienza.
Sono stato accusato di avere ricevuto della scienza infusa per via telefonica solo per aver accusato di incompetenza un blog del network Blogosfere, una accusa che per me equivale a sentirsi dire di aver comprato la propria laurea, per cui sono estremamente sensibile a tali argomenti e molto puntiglioso, perché la cattiva divulgazione scientifica, alla distanza, fa molti più danni di un politico corrotto: il secondo è protetto dai colleghi politici, mentre la prima lascia senza protezione alcuna la ricerca contro le decisioni dei partiti.
Forse è venuto il momento di chiedere agli editori italiani, non solo quelli tradizionali, se hanno la voglia e il coraggio, in tempi così delicati come quelli che stiamo vivendo, di finanziare e portare allo scoperto gente che la scienza la sa raccontare.

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