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sabato 4 febbraio 2012

Le ultime, necroplasmiche parole

Con questo numero di apre un'altra stagione per Spawn. Si tratta, forse, del cambiamento più radicale che i lettori che ci seguono fin dall'inizio abbiano mai sperimentato. Una rivista di comics non si caratterizza soltanto per i suoi protagonisti, ma anche per lo stile della narrazione e del disegno, che permangono anche quando cambiano i team creativi. Fino a oggi, tutti gli autori e gli artisti che si sono succeduti sulle pagine di Spawn avevano portato avanti le innovazioni stilistiche introdotteda Todd McFarlane in Spawn 1. Tutti, a cominciare da Greg Capullo, avevano lavorato su quel linguaggio grafico horror, grottesco e realistico che era il marchio di fabbrica della TMP e di Spawn in particolare. Questa volta è diverso. Spawn entra in una nuova dimensione narrativa. Il realismo fotografico introdotto da Szymon Kudranski unito ai dialoghi serratissimi di Will Carlton ha modificato radicalmente il look di questo comic book, conferendo a Spawn un nuovo taglio, più moderno e decisamente più orrorifico.
Questo è un passaggio estratto dall'editoriale di Giorgio Lavagna (corsivi e grassetti sono miei) sul numero 115 dello Spawn italiano edito dalla Panini. In effetti sperimentazioni su innovazioni grafiche e narrative ce ne sono state sulle serie collaterali: ad esempio la coppia Bendis-Maleev, che poi è andata su Devil cui si ispira chiaramente il ciclo attualmente in corso sia per dialoghi, sia per lo stile di Kudranski, sia per la scelta dei colori, e poi ricordo anche un numero speciale di Ashley Wood, però mi pareva di ricordare anche uno stile narrativo e grafico più realistico e nettamente differente rispetto al classico Spawn di McFarlane. All'epoca a scrivere era David Hine e i disegni erano di Brian Haberlin, che dopo aver scritto la serie è passato a disegnarla. O magari mi confondo e in quel periodo quello era il team creativo di una qualche serie regolare...
L'immagine che segue è la pagina conclusiva di Spawn 166 originale, distribuita gratuitamente dallo stesso Hine insieme a tutto il numero, copertina inclusa:
Altro esempio di stile non-macfarliano lo ha postato Mike Mayhew, questa volta dal #180 originale, sempre durante il ciclo di Hine
Poi magari sono io che mi sbaglio e o questi sono esempi di stile macfarliano o non sono stati pubblicati sulla serie principale.
Visto che ci sono, ecco un esempio dello stile di Kudranski tratto dal suo blog:
L'immagine si riferisce a Spawn #207 originale.
Giusto per la cronaca, il primo a rompere con lo stile classico macfarliano fuori dalla serie regolare è stato Klaus Janson nel crossover con Batman War Devil.

Ovviamente tutte le immagini sono copyright Todd McFarlane.

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