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domenica 22 aprile 2012

Formula 1 in Bahrain

C'è qualcosa di surreale nel gran premio, che sembra non verrà sospeso, che si correrà a breve in un Bahrain messo a ferro e fuoco dalla popolazione che manifesta contro il ricco tiranno, che va tenuto buono perché ha i soldi per sostenere buona parte dei conti dello sport motoristico di alta velocità.
C'è veramente qualcosa di surreale se, dopo una notte di scontri, nessuno dei piloti o delle scuderie ha deciso di ritirarsi dalla competizione, se ad esempio Alonso dice:
una gara che si preannuncia molto dura, soprattutto per gli pneumatici
o se Domenicali dice:
Mi aspetto una corsa molto dura, per le macchine, per i piloti e per le squadre
o se Hamilton dice
Non ricordo tanto vento in pista se non a Barcellona. Non è semplice gestire la situazione
Non sarà una situazione semplice da gestire, no di certo, ma per voi piloti e gente nei box saranno queste il massimo delle complicazioni. Nulla di più. Perché per voi, un gesto di solidarietà, costa miliardi, mentre per chi difende i propri diritti, può costare molto di più... E' poi indicativo il commento di Jean Todt:
giusto venire in Bahrain, nessun danno immagine
Secondo lui la gente, una minoranza, è contraria al Gran Premio, non a chi lo finanzia, ovvero il sovrano del Bahrain. E in fondo è la stessa cosa che pensa Ecclestone: E infine c'è il ruolo del giornalismo in tutto questo:
E ci sono gli esempi in un campo:

E nell'altro:
I commenti dei piloti sono tratti da Repubblica.it

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