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venerdì 6 aprile 2012

La guerra delle scimmie

More about Saru vol. 1 More about Saru vol. 2
Probabilmente è uno dei fumetti più sorprendenti che abbia letto nel 2011. Daisuke Igarashi, inserendosi nella tradizione della grande avventura, costruisce una storia complessa e al tempo stesso appassionante partendo dalla seguente previsione di Nostradamus:
L'anno millenovecentonovantanove e sette mesi, dal cielo un gran Re del terrore verrà: resusciterà il gran Re d'Angolmois, prima e dopo Marte regnerà per buon'ora.
Il gran Re del terrore annunciato da Nostradamus e mai arrivato è, nel manga di Igarashi, uno degli esseri più antichi della Terra. Per costruire questo potere in un certo senso lovecraftiano, il mangaka riesce a unire le tradizioni mistiche di varie culture, alcuni eventi leggendari del passato (ad esempio il disastro di Tunguska) e un condottiero spagnolo, Francisco Pizarro, resuscitato proprio per rompere l'equilibrio sul nostro pianeta. Il gruppo che invece cercherà di salvare il mondo è internazionale: l'esorcista cattolico Candido Amantini, una ragazzina francese scampata a un disastro e posseduta da uno dei potenti della Terra Irène Bèart, il monaco del Bhutan senza alcuna memoria sul suo passato Nawan Namgyar, la studentessa giapponese Nana Henmi. Oltre a Pizarro è della partita anche un altro resuscitato, Francisco Javier, il missionario che diffuse il cristianesimo in Giappone.
Il gruppo dei quattro viaggia in giro per il mondo alla ricerca delle radici per capire cosa sta accadendo e soprattutto come affrontare la terribile catastrofe che si sta abbatendo sul pianeta, Saru.
Saru è uno degli aspetti nei quali si è diviso, molti eoni fa, una entità chiamata scimmia e presente in varie tradizioni popolari. Egli rappresenta l'aspetto fisico, mentre quello psicologico, quello che in un certo senso rappresenta l'anima del pianeta se così vigliamo dire, è Sun Wukong, che si è diviso a sua volta in parti più piccole incarnandosi in alcune linee genetiche particolari, una delle quali è quella della piccola Irène, che Sun ha deciso di possedere in maniera evidente proprio per guidare meglio la resistenza contro il risveglio di Saru, che viene aiutato proprio dal resuscitato Pizarro.
Sun Wukong è il re delle scimmie nella tradizione cinese, che compare nei Quattro grandi romanzi fantastici cinesi (Il romanzo dei tre regni, I briganti, Il viaggio in occidente, La prugna nel vaso d'oro che poi venne sostituito da Il sogno della camera rossa), nato da una pietra, noto sotto vari appellativi (il suo preferito è quello autoassegnatosi, Qitian Dasheng, creatura sacra con un potere pari a quello del cielo), ma Igarashi è bravissimo a collegarlo con Ermes Trismegistos, prima attraverso un labile collegamento linguistico (trismegistos, ovvero tre volte grandissimo, come una sorta di traduzione concisa del nome di Sun Wukong), poi attraverso un riferimento a Ficino, che scrive di Trismegistos:
In realtà di Ermes ce n'erano cinque e solo il quinto era colui che dagli egizi era chiamato Toth e dai greci Trismegistos
E nell'iconografia egizia Toth, usualmente rappresentato con la testa di un ibis, ma anche con la testa di un babbuino, ovvero una scimmia.
E Igarashi continua a ricordarci altre scimmie delle tradizioni mondiali: l'azteco Tlaloc, dio della pioggia e dei fulmini; Dounae, folletto britannico responsabile del tempo atmosferico; l'indiano Hanuman, dio del vento; il tibetano Halmanta.
E Saru, il pericolo che i protagonisti devono cercare di sconfiggere, è proprio quel Re del terrore evocato da Nostradamus, il cui avvento nel 1999 è stato scongiurato per diretto intervento della Chiesa cattolica, che decise di avviare il dialogo interreligioso per impedire al gran Re d'Angolmois di sorgere e distruggere la Terra. Una volta identificato il luogo in cui esso riposava, Angouleme in Francia, il W.C.R.P. decise di istituire la Biennale di danza di Angouleme, perché è nella danza che vengono sintetizzate le principali tradizioni mistiche religiose del nostro pianeta. La danza, da Igarashi, viene definita come una delle più potenti forme di magia, in grado di incanalare la fede dei danzatori e di creare così una barriera di energia mistica. Questo potere e quindi questa barriera iniziarono a indebolirsi nel momento in cui un personaggio mai identificato, usando la verga di Aronne, resuscitò Pizarro. E Saru, una volta sorto, sembra inarrestabile, senza mai deviare dal suo percorso, dal suo obiettivo: colpire e distruggere le città del potere costruite dagli uomini, città come la stessa Angouleme o la nostra Torino. Saru, però, viene prima indebolito e poi fermato sulle Alpi, prima grazie all'intervento di Piera Calli, una mistica zingara che attacca il mostro lovcraftiano usando quella che viene definita la magia più potente in assoluto: il canto. Come ricorda lo stesso Tolkien ne La musica degli Ainu, inizio del Silmarillion, la musica e il canto sono delle forze creatrici, e usando il canto Piera Calli e il suo gruppo liberano una grandissima quantità di energia per colpire Saru.
Dietro il vestito mistico e soprannaturale è anche nascosto un messaggio morale: in fondo sia Saru sia Sun Wukong sono due aspetti di un essere mistico primordiale, legato al clima evidentemente, e rappresentato da una scimmia, un primate e quindi un nostro parente (al di là della teoria delle evoluzioni, le somiglianze tra primati non potevano certo sfuggire agli occhi di popolazioni che, dal passaggio da società di cacciatori-raccoglitori a società di agricoltori ancora osservavano con una certa attenzione l'ambiente circostante), e quindi le potenzialità del male inteso come distruzione e del bene inteso come creazione sono in noi, e solo noi possiamo scegliere la direzione da prendere. E d'altra parte questo è un gioco sottile e in perenne equilibrio, all'interno di una battaglia secolare sulla quale il mondo forse pone le basi della sua stessa esistenza:
Pizarro: Javier, in realtà sai chi è che mi ha riportato in vita.
A muoverci è l'essenza del mondo stesso. La sua stessa esistenza. Il mondo è instabilee mira costantemente alla stabilità. L'energia che ne scaturisce governa il pianeta. Se dovesse raggiungere l'equilibrio, il mondo perirebbe. La stabilità assoluta porterebbe immediatamente alla morte termica. Il permanere nel disequilibrio è la conditio sine qua non per l'esistenza stessa del mondo. Ciò che questo pianeta desidera è che lo scontro tra voi e noi continui in eterno.
Se anche io svanissi, non finirebbe nulla...

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