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domenica 2 settembre 2012

Distinti saluti, Jack lo squartatore

Torno a scrivere di un fumetto GP grazie a Joe Lansdale, Champion Joe, che insieme con il fratello John e con il disegnatore Kevin Colden, realizza la sua versione a fumetti del racconto di Robert Bloch Distinti saluti, Jack lo squartatore.
E' così che si conclude una delle tante lettere che il famoso Jack aveva inviato agli investigatori di Scotland Yard durante gli efferati omicidi a lui associati. La storia di Bloch, e quindi quella dei Lansdale, si collega con l'altro, leggendario Jack, il Saltatore di cui avevo scritto tempo addietro sempre grazie a un fumetto, in quell'occasione un manga, uscito sempre per la GP. Un anno fa avevo ricordato come, secondo alcune leggende, il Saltatore era emigrato negli Stati Uniti a spaventare le persone in varie città sparse per quel grande paese. Bloch, nel suo racconto, unisce la leggenda del Saltatore con l'efferato Squartatore, che infatti sembra sia ritornato in attività a Cleveland, dove iniziano a venire ritrovati corpi orrendamente mutilati, ovviamente grazie all'azione di un affilato coltello.
A indagare una giovane reporter, Jenny, sir Guy Hollis, figlio di un investigatore di Scotland Yard che si trovò coinvolto negli omicidi di White Chapel, lo psicologo John Carmody. In particolare i primi due si troveranno ad affrontare, faccia a faccia, Jack, un'ombra secca e nervosa che salta da un tetto all'altro con grandissima agilità proprio come il Saltatore. L'assassino, però, sembra cercare di realizzare una sorta di pentacolo magico, forse per preservare la sua esistenza su questa terra, suggerisce Hollis, ma a un certo punto Bloch stupisce il lettore introducendo un elemento della letteratura dell'orrore, quello della bambola assassina: che Jack in realtà sia una bambola animata da chissà quale antica magia?
La soluzione è ancora più incredibile e sorprendente, e il finale è molto hitchcockiano.

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