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giovedì 1 novembre 2012

Gli uomini nucleari

Un ultimo contributo per la discussione di Lucca Comics & Science 2012 dedicato in particolare al bosone di Higgs e alla meccanica quantistica.
Nel mondo del fumetto l'uomo nucleare per eccellenza è il Dottor Manhattan, ideato da Alan Moore per il suo Watchmen, che più che un uomo nucleare lo definirei un entangledman o qualcosa del genere, ma ci torneremo perché in realtà vorrei iniziare questa breve rassegna con il personaggio che ufficialmente ha ispirato il dottore in blu di Moore, Capitan Atom.
Il personaggio originale, ideato da Joe Gill e Steve Ditko per la Charlton Comics, fa il suo esordio su Space Adventures #33 del marzo 1960 (la serie è in pubblico dominio, e quindi legalmente e gratuitamente scaricabile, per esempio dal Comic Book Plus) e continuerà le sue avventure in maniera più o meno regolare fino all'acquisizione da parte della DC Comics del catalogo dei personaggi Charlton, quando subito dopo Crisi sulle Terre Infinite l'editore newyorkese non decide di cambiare l'identità dietro la maschera al patriottico eroe. Il primo Capitan Atom, infatti, è Allen Adam, una sorta di superuomo della scienza che lavora per l'esercito statunitense con il grado di capitano: è accreditato di non so quante conoscenze nel campo della chimica, della fisica, della biologia, oltre ad essere anche un abile ingegnere visto che nella storia di esordio sta proprio facendo il così detto lavoro sporco per un esperimento spaziale:
Il capitano Adam, però, resta intrappolato nel missile di lancio, che ha una testata atomica, e così finirà vaporizzato nello spazio profondo:
per poi ritornare alla sua stazione militare dopo appena... tre minuti!
Il nostro eroe, fedele alla patria come mai si sono dimostrati il Dottor Manhattan o l'attuale Capitan Atom, in una dimostrazione offerta agli alti papaveri dell'esercito e della nazione mostra i suoi incredibili poteri, che vanno da un leggero controllo sulla materia (è in grado di far scomparire i propri vestiti, nonostante il costume argenteo schermante) alla capacità di volare ad altissime velocità (20000 miglia all'ora) grazie a una sorta di propulsione nucleare. Nell'avventura successiva, poi, mostra un più attento controllo sulla materia quando attraverserà le pareti di una astronave russa persa nello spazio per salvare l'astronauta del nemico (mostrando così che gli Stati Uniti sono meglio) o quando si renderà invisibile mentre riporta in Russia il razzo.
Sin da qui è evidente come il personaggio di Gill e Ditko sia fortemente connotato da due dei principali aspetti di quell'epoca: da una parte un forte nazionalismo, dovuto alla situazione di tensione per via della guerra fredda, dall'altro una grande attenzione a quella che al tempo veniva chiamata come era nucleare, dove l'energia estratta dagli atomi e/o dai nuclei (in fondo facevano un po' di confusione) era vista in maniera positiva, come la possibilità per l'umanità di entrare in un'era di progresso inarrestabile e veloce, come la prima possibilità di avvicinarsi realmente ai mondi fantastici e avveniristici descritti dagli scrittori di fantascienza.
Gli avversari (commerciali) principali di Capitan Atom, però, erano soprattutto il Doctor Solar della Gold Key, Nukla della Dell e il secondo Atom, ovvero il fisico Ray Palmer, della DC Comics. Quest'ultimo, in effetti, aveva ben poco a che spartire con i suoi avversari, visto che doveva il nome alla sua capacità di ridursi alle dimensioni atomiche, mentre Doctor Solar e Nukla erano dei personaggi decisamente molto più simili al Capitan Atom della Charlton, anche se dei tre quello che qualitativamente aveva un passo migliore anche dal punto di vista scientifico era decisamente il Doctor Solar.
Come è intuibile dalla copertina, una vera e propria illustrazione, il protagonista in questo caso è un vero e proprio scienziato, il fisico nucleare Raymond Solar. Le origini dei poteri e del segreto di Solar sono ancora una volta legate all'atmosfera di tensione dell'epoca: a causa di un sabotaggio alla facility nucleare dove Solar sta lavorando, c'è il rischio di un meltdown, cui porranno rimedio il dr. Bently, collega di Solar, e Solar stesso: mentre il primo purtroppo perderà la vita, il secondo, invece, acquisirà una pelle verde, dovuta all'esposizione alle radiazioni, e alcuni poteri particolari. In questo caso, però, gli autori, Paul S. Newman e Matt Murphy, proporranno uno sviluppo del personaggio molto più moderno dei personaggi coevi: la scoperta dei suoi poteri sarà, infatti, graduale nel corso delle prime cinque uscite del comic book, quando Solar deciderà di indossare, nella seconda storia dell'albo, un costume da supereroe.
In breve: raggi atomici dagli occhi e dalle mani; controllo sulla materia, in grado cioè di scomporsi e ricomporsi a suo piacimento, di rendersi intangibile e altre robette del genere; o di diventare gigantesco dopo aver assorbito grandissime quantità di energia dal Sole, come avviene sul decimo numero della rivista.
Da queste considerazioni intuiamo come il Dottor Manhattan di Moore sia molto più una sintesi (o fusione, per restare in tema nucleare!) di questi due personaggi atomici della silver age. Se, infatti, alcune delle scene delle origini del Dottor M. sono evidentemente un esplicito riferimento al Capitan Atom originale, il fatto che Jonathan Jon Osterman sia un fisico che sta lavorando a un progetto altamente sperimentale è molto vicino alla scelta fatta dagli autori di Solar. Lo stesso rapporto tra Osterman e la fidanzata sembra riprendere, man mano che la narrazione di Watchmen procede, quello tra Solar e la sua di fidanzata: entrambi infatti cercano di tenere lontane le rispettive metà dalla loro vita supereroistica. Non sarà poi sfuggito il dettaglio delle dimensioni gigantesche, che lo stesso Manhattan mostra durante la guerra nel Vietnam.
Ciò che però Moore ha voluto aggiungere ai due personaggi sono un paio di dettagli che distinguono ancora di più il Dottor Manhattan dalle sue due fonti ispirative, in particolare da Capitan Atom.
Innanzitutto le sue origini: i suoi poteri derivano da una esposizione intensa e improvvisa al così detto campo intrinseco, ovvero un campo non meglio identificato che dovrebbe essere in comune con tutta la materia. Questa idea introdotta da Moore sembra a metà strada tra la materia e l'energia oscure da un lato, che erano state supposte da almeno un paio di decenni, e il campo di Higgs dall'altro, teorizzato, come abbiamo visto, negli anni Sessanta del XX secolo per introdurre un meccanismo che spiegasse la massa delle particelle all'interno del Modello Standard.
Non è dunque stupefacente che un autore come Moore sempre attento ai progressi scientifici abbia utilizzato, interpretandoli in modo fantascientifico ma abbastanza coerente, dei concetti avanzati derivanti dalla meccanica quantistica. Non c'è però solo questo lato della fisica moderna: come avevo accennato il Dottor Manhattan sarebbe in effetti un ottimo modello di entangled man. L'entanglement è un concetto sviluppato all'interno della meccanica quantistica quando si parte dall'esperimento mentale di Einstein-Podolsky-Rosen: conseguenza del lavoro dei teorici a partire da questo paradosso è che le particelle elementari sono in grado di costruire tra loro una relazione che apparentemente è istantanea, ovvero le particelle ricordano l'interazione precedente nonostante siano ormai lontane una dall'altra. In effetti sia il controllo sulla materia sia il teletrasporto possono essere spiegati come un effetto quantistico tipo l'entaglement. La stessa visione del tempo del Dottor Manhattan sembra una estremizzazione dell'universo dal punto di vista quantistico e geometrico che supera di gran lunga la visione di tempo circolare scoperta da Godel come soluzione all'interno della relatività generale di Einstein. Il buon dottore, infatti, è in grado di osservare e quindi di vivere in tutti gli istanti di tempo che costituiscono la sua linea temporale:
Sono lontano duecentoventisette milioni di chilometri dal Sole.
La sua luce è già vecchia di dieci minuti. Arriverà su Plutone solo fra due ore.
Nel futuro, fra due ore, osserverò le meteoriti da una terrazza di vetro, pensando a mio padre.
Nel passato, dieci secondi fa, apro le dita. La foto sta cadendo.
Sto guardando le stelle. La cometa di Halley rotola attraverso il Sistema Solare nella sua grande ellissi di settantasei anni.
Mio padre ammirava il cielo per la sua precisione. Lui riparava orologi.
E' il 1945. Sono seduto in una cucina a Brooklyn, affascinato dalla disposizione degli ingranaggi sul velluto nero. Ho sedici anni.
E' il 1985. Sono su Marte. Ho cinquantasei anni.
La foto giace ai miei piedi, cade dalle mie dita, è nella mia mano.
Sto guardando le stelle. Ammiro la loro traiettoria complessa attraverso lo spazio, attraverso il tempo.
Sto cercando di dare un nome alla forza che le ha messe in moto.

Non credo che 'esista' un dio, Janey. Se 'c'è', non sono io.
Sono sempre lo stesso. Non è 'cambiato' niente. Ti 'desidero' ancora...
Ora e 'per sempre'.
- Mento. La sento gridare contro di me nel 1963. Singhiozzare nel 1966. Le mie dita si aprono. La foto cade.(traduzione di Gino Scatasta)
Questa conoscenza è dovuta alla possibilità di sperimentare direttamente, grazie al collegamento diretto con il campo intrinseco, tutte e quattro le dimensioni che costituiscono la geometria del nostro universo. In questo modo il personaggio di Moore in pratica sperimenta l'universo come un luogo geometrico (una varietà, in termini tecnici) statico e immutabile dove l'unica cosa che cambia è la sua posizione all'interno di questa varietà quadri-dimensionale: il Dottor Manhattan non è quindi limitato alle usuali tre dimensioni spaziali, ma è in grado di andare oltre, un po' come la sfera rispetto al quadrato in Flatlandia.
L'eredità del dottore in blu è oggi, restando nel campo della DC Comics, presa dalle due testate nucleari pubblicate all'interno di quel grande evento che è New 52, ovvero Firestorm, the nuclear men di Gail Simone ed Ethan Van Sciver con Yldiray Cinar, e Capitan Atom di JT Krull con Frank Williams II. E' interessante in particolare nella prima serie come i due sceneggiatori abbiano fatto scoprire il bosone di Higgs al dottor Stern, che nella versione pre-Flashpoint era il fisico che aveva in pratica ideato il supereroe. Inoltre è proprio sul campo di Higgs che si basano i poter dei Firestorm protagonisti della serie, riprendendo in questo senso l'idea originale del campo intrinseco alla base dei poteri del Dottor Manhattan.
Krull, invece, si muove in maniera esplicitamente molto più vicina alla traccia originale di Moore: la meccanica quantistica e soprattutto le sue conseguenze filosofiche sono coprotagoniste della serie, con il nuovo capitano che ad ogni numero deve fare i conti con l'onnipotenza dei suoi poteri e con le conseguenze sul mondo della sua esistenza. Lo sviluppo sembra essere anche coerente con la lezione dello sceneggiatore britannico: così come il Dottor Manhattan, forte delle sue conoscenze di base, aveva raggiunto un distacco dal mondo forse anche superiore a quello di Spok in Star Trek, il Capitan Atom di Krull sta ancora cercando di capire se stesso, i suoi poteri, nella speranza di non dimenticare la sua parte umana, forse ormai irrimediabilmente perduta.
Ovviamente l'interesse di questo lungo articolo sta proprio negli aspetti scientifici, che spero siano stati chiari e possano ulteriormente essere approfonditi grazie ai link presenti nel testo. In ogni caso l'idea è mostrare come la scienza e nello specifico la fisica possono entrare nei fumetti: ovviamente, come scritto ieri, questo utilizzo può costituire un'opportunità importante sia in caso di un uso corretto o quantomeno coerente, sia in caso di errori all'interno della storia.

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