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sabato 12 gennaio 2013

Dracula di Bram Topker

Leggendo i contenuti speciali del volumetto, lo Speciale Disney #60, ci si rende conto come il Dracula di Bram Topker sia una delle Grandi Parodie più curate e appassionate mai realizzate, con un lavoro in stretta simbiosi tra sceneggiatore, Bruno Enna, disegnatore, Fabio Celoni, e colorista, Mirka Andolfo.
Partiamo con i disegni: Celoni, sin dal suo esordio, dimostra di essere un disegnatore originale e perfetto per le storie di atmosfera, quelle noir o gotiche. Ad esempio Torna a casa Paperino, scritta da Fabio Michelini, presenta una scena finale meravigliosa, al tempo stesso drammatica, romantica e malinconica. Degno erede di artisti come Carpi, Scarpa, Bottaro, anche grazie ai colori di Mirka Andolfo (con la quale lavora a stretto contatto) riesce soprattutto in questa occasione a realizzare uno dei suoi fumetti migliori, con una piccola nota curiosa: Gambadilegno, che interpreta in maniera sorprendente (sarebbe stato più indicato uno tra Paperoga o Sgrizzo, ma questi sono personaggi paperopolesi, in effetti) Renfield, ad esempio sembra uscito da un cartone animato della concorrenza, la Warner Bros.!
Ad ogni modo sia dal punto di vista grafico, sia da quello della sceneggiatura, il punto di partenza della Parodia è il Dracula di Coppola, con però una contaminazione abbastanza evidente per i cultori del genere parodistico, che verranno poi confermate dalle affermazioni degli autori, in particolare dal diario di Enna: i film di Mel Brooks. In particolare Frankenstein jr. (un esempio su tutti, l'arrivo alla stazione di Pippo van Helsing, che ribalta la scena della partenza del nipote di Frankenstein verso il castello dell'avo) e, aggiungo io, Dracula, morto e contento (Gambafield sembra il Redfield brooksiano!) sono i due film che in particolare forniscono spunti e ispirazione allo sceneggiatore disneyano, che come il maestro del cinema parodistico, è riuscito nel complesso a unire le atmosfere gotiche con quelle leggere della commedia, realizzando un fumetto in un certo senso ossimorico, in grado di spaventare e divertire. A titolo di esempio la frase probabilmente emblematica di tutto questo Dracula:
Non so che cosa fosse! Un attimo prima sembrava un uomo, ma poi, dopo il passaggio di un banco di nebbia, al suo posto mi è parso di vedere un lupo, e poi uno struzzo, e infine (ma non crediate che sia uscita di senno) un pipistrello.
E' quello che dice Minna per descrivere il fuggevole incontro con quello che ancora non sapeva essere Dracula, interpretato, con giusta scelta, dal sempre cattivissimo Macchia Nera. E come potete notare la paura nella frase e l'assurdità negli accostamenti delle trasformazioni si uniscono in un mix perfetto che accompagna il lettore praticamente ad ogni pagina.
Alla fine la parodia, pur con tutte le licenze dinseyane che gli autori si sono concessi (sono anche riusciti a parlare di morte in un modo ancora più esplicito rispetto a Don Rosa nella Saga con la scena finale del primo tempo, il momento in cui Clara-Lucilla, rapizzata in maniera apparentemente irreversibile, viene piantata nella serra), questo Dracula di Bram Topker risulta fedelissimo (o quasi!) con il romanzo originale di Stoker, che nella sua trasformazione disneyana diventa l'alias, lo pseudonimo dietro cui si nasconde Horace Sorchwood, uno dei protagonisti della storia nonché uno dei pretendenti alla mano di Clara-Lucilla.
Il comic-trailer | Discussione sul Papersera
Recensioni di Pia Ferrara per fantasy magazine e Andrea Bramini per Lo Spazio Bianco

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