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venerdì 9 agosto 2013

I sotterranei della cattedrale

I sotterranei della cattedrale
Sono una decina di anni e più che i libri tascabili da 100 pagine o giù di lì della Newton Compton non si trovano più in edicola. In questa serie, presentata anche in varie collane, la Newton ha permesso ai lettori italiani di scoprire capolavori della letteratura mondiale sia nel genere fantastico (con una serie apposita dedicata al fantasy e alla fantascienza), sia nel giallo (dove ho potuto scoprire i romanzi di Edgar Wallace, diventato presto uno dei miei giallisti preferiti), sia tra i classici, che poi era la serie principale tra le varie pubblicate (all'appello manca una serie di piccoli saggi su vari argomenti scientifici, dalla fisica, alla matematica, all'economia e via discorrendo).
Oggi, in questo 2013, la Newton Compton ha rispolverato quell'idea dando alle stampe la collana Live, una serie di libri di un centinaio di pagine o poco più al modico prezzo di 99 centesimi, in luogo delle classiche mille (o anche 1500) lire delle serie di un decennio fa (anche 15 anni, in effetti). L'idea, che sembra sia avversata in particolare dai librai e per motivi abbastanza inutili che nascondono quello vero, ovvero scarsi guadagni dietro una collana così economica, è dunque molto interessante e con una certa emozione, quando mi sono trovato di fronte allo scaffale che raccoglieva le prime uscite di Live, ho sfiorato le copertine, toccato con mano i libri dalla copertina sottile e dalla carta leggera, ritrovato le sensazioni di quei mitici libri che mi hanno permesso di scoprire Howard, Lovecraft, Alfred Elton van Vogt, Wells, Burroughs, Poe e molti altri e alla fine ho deciso di compiere un acquisto, puntando l'attenzione su una novità, un piccolissimo romanzo di Marcello Simoni, I sotterranei della cattedrale.
Il libricino, che sembra quasi il primo di una serie, ha per protagonista il giovane dottorando di filosofia Vitale Federici che, nella Urbino del 1789, si trova a indagare su una serie di morti misteriose iniziate con quella del suo maestro e mentore, il titolare della cattedra di filosofia della locale università, padre Lamberti. La storia ruota intorno a un fantomatico ninfeo, un tempio costruito in onore delle ninfe, citato nell'iscrizione, reale, di tale Caio Vesidieno Basso (CIL XI 6068), e costruito da qualche parte nel sottosuolo di Urbino. Ad avvalorare tale ipotesi, che nel romanzo diventa il motivo per una lotta tra un gruppo di accademici ambiziosi che vorrebbero mettersi in buona luce con il papa e un gruppo di difensori della fede cattolica contro le credenze pagane (un po' come succede in molti romanzi del genere, come ad esempio Il vagnelo proibito di Gibbins), c'è anche:
(...) il ritrovamento archeologico di un'ampia cisterna di epoca augustea presso la chiesa di San Sergio (dove in età repubblicana si estese l'abitato, fuori dalle mura) e l'impressionante labirinto di gallerie condotti e pozzi che attraversa, per buona parte inesplorato, il sottosuolo di Urbino.
Al di là dell'aderenza alla realtà storica e archeologica di Urbino, il romanzo si fa apprezzare anche per la semplicità della prosa di Simoni e per la perfetta costruzione della vicenda, che risulta appassionante, divertente e stimolante.

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