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sabato 3 agosto 2013

Strane storie

Le storie hanno un ruolo centrale all'interno della civiltà umana. E' attraverso le storie che, prima dell'invenzione e della diffusione della scrittura, venivano tramandati gli insegnamenti. E con l'arrivo della scrittura le storie hanno raggiunto una importanza ancora maggiore. Una delle riviste a fumetti più legate proprio alla narrazione è, sin dal titolo, Strange Tales, che si affianca ad altre mitiche riviste come Tales to Atonish, Tales of Suspense, o ad altre un po' meno tales ma identiche nella concezione, come Journey into Mistery. Un po' tutte queste riviste, che per molti appassionati sono legate soprattutto agli esordi di molti supereroi della silver age Marvel, erano già in pubblicazione ben prima dell'era supereroica e anche dopo l'arrivo dei super sulle loro pagine mantennero per un po' le loro caratteristiche antologiche. Ovviamente con i cambiamenti del mercato anche queste riviste vennero chiuse, ma l'essenza di quei racconti non venne persa.
A riportare un breve revival di quelle atmosfere ci pensò un fumetto di enorme successo, un prodotto alternativo per l'epoca perché non solo era retto da una storia importante e intensa, ma anche per via di disegni dettagliati come mai prima: il riferimento è al Marvels di Kurt Busiek e Alex Ross. E visto che oggi si parla di storie non è sui disegni di Ross che voglio soffermarmi, ma proprio sullo sceneggiatore.
Considerato erede di Roy Thomas, Busiek dopo Marvels propose con la Marvel una serie di prodotti più leggeri, ma non meno interessanti, come una serie dedicata al giovane Uomo Ragno, o i rilanci delle testate dedicate ad Iron Man e ai Vendicatori. O ancora proprio un piccolo revival di Strange Tales, disegnato con una tecnica pittorica che ricorda Marvels da Riccardo Villagran.
Proposta in Italia sul 2.o numero di Marvels presenta dall'allora Marvel Italia, la miniserie propone Nick Fury, il dottor Strange, Jhonny Storm e Ben Grimm che si riuniscono per giocare a carte e raccontarsi delle storie. E in particolare quella che lega gli ultimi tre protagonisti assume i contorni di una sorta di meta-storia, visto che il nemico che i tre amici affronteranno all'interno della storia scritta da Busiek si alimenta e trae forza proprio dalle storie: basterò raccontare la fiaba di come l'uomo roccia ha sconfitto il terribile e gigantesco serpente del collare!
Dai toni favolistici è anche Il dio delle tempeste, miniserie in tre uscite, raccolta dalla Panini nell'omonimo volume, e disegnata da Steve Rude sempre per i testi di Busiek. In questo caso l'apprezzato ideatore di Astro City ha fuso la tradizione di Lee e Kirby, i creatori del Thor marvelliano, con le leggende dell'epica nordica, quella cui fa capo il dio delle tempeste. Innanzitutto recupera, per Odino, il ruolo di cantastorie girovago, già utilizzato da Poul Anderson nella saga fantascientifica della Time Patrol. In questo caso colui che, secondo l'Edda nordica, è il padre di tutti gli dei, signore di Asgard, si nasconde dentro le spoglie di un vecchio narratore di un villaggio vichingo per raccontare a due ragazzetti del villaggio la grande sfida tra Thor e la più potente delle tempeste, che si ribella al controllo del dio del tuono.
La storia è narrata in tre momenti temporali differenti, uno nel passato del villaggio e due nel futuro, con il tempo intermedio ambientato a New York, negli Stati Uniti. In tutti e tre i casi abbiamo la tempesta ribelle che si manifesta in tre modi differenti, ogni volta più pericolosa e letale di prima.

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