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sabato 14 settembre 2013

La fisica si anima: dalla BBC al CERN

David Foster Wallace assegna a Fermat's Last Theorem: Unlocking the Secret of an Ancient Mathematical Problem di Amir D. Aczel il ruolo di iniziatore della così detta matematica pop(1), ovvero quel tipo di divulgazione matematica che, senza troppo rigore, trasforma, per usare le parole del grande DFW, in una qualche sorta di icona pop i matematici. Esempio, invece, di come si possa fare della buona divulgazione di successo e rigorosa è, sempre secondo DFW, è A mathematician's apology di G. H. Hardy, che, sempre seguendo il grande scrittore statunitense, ha fatto le stesse cose prima e meglio. Un fenomeno non troppo differente sta accadendo anche in fisica e in quest'ambito si stanno ritagliando uno spazio particolare i fumetti e l'animazione, che sempre più spesso non utilizzano la regina delle scienze per lo sviluppo della storia, o per renderla più solida, ma addirittura come protagonista.
In questo caso i filoni narrativi possono essere distinti in due: da un lato gli scienziati sono protagonisti di storie d'avventura, come ad esempio nella serie Storie da Altrove, il cui numero annuale uscito nel 2009 era dedicato ad Albert Einstein, o la serie Marvel S.H.I.E.L.D., uscita tra il 2010 e il 2011, dove la storia della nota agenzia spionistica marvelliana viene fatta originare nell'Italia del rinascimento con Leonardio da Vinci, solo il primo di una serie di illustri scienziati (tra cui Newton e Galileo, per esempio!) che sono apparsi su quelle pagine.
Jonathan Hickman, sceneggiatore di quella serie, non contento è poi tornato sul luogo del delitto, questa volta dedicandosi alla fisica della seconda guerra mondiale, con The Manhattan Projects, che a novembre verrà proposto in Italia da Panini Comics e che vede tra i protagonisti, ancora una volta, il grande Einstein.
L'altro filone, invece, è quello del racconto fedele, anche biografico, della scienza, con l'obiettivo, più o meno dichiarato, di narrarla nel modo più comprensibile possibile. In questa categoria possiamo, ad esempio, inserire il Feynman uscito lo scorso anno o il Cosmicomic di prossima uscita, ma anche tutta una serie di fumetti divulgativi realizzati per lo più per le scuole da vari istituti di ricerca, primo fra tutti il CERN. Ed è proprio il CERN ad aver annunciato da poco l'imminente uscita di una nuova serie animata dedicata proprio alla fisica:
Baby Cow Animation e Bigfatstudio presentano Cubic, Quark and Big G: è la storia di tre bizzarri robot che esplorano il divertimento in fisica fondamentale attraverso i loro maldestri e farseschi esperimenti. Circa 26 episodi di cinque minuti sono programmati, per coprire molti argomenti: si va dalle dimensioni degli atomi alla curvatura dello spazio-tempo fino al big bang. Nella serie, destinata per i bambini dagli 8 ai 10 anni, i goffi robot, in ogni episodio, sono impegnati in un esperimento (o una simulazione) per argomento, nello stile crash-bang-stump, adatto alla loro imbranata curiosità.
La BBC, poi, ha nel suo palinsesto il delizioso programma Dara O Briain's Science Club, che in pratica propone un corto animato dove viene raccontata una storia scientifica dalla voce narrante di Dara O Briain. E il secondo episodio era dedicato proprio alla fisica (via spari d'inchiostro):
Ovviamente questi sono solo gli ultimi esempi: se in effetti l'ultima serie è ancora abbastanza influenzata dal pop, l'esperimento del CERN dovrebbe essere più solido ed esente dagli errori tipici della saggistica pop, andandosi ad aggiungere ai molti esempi di buona fisica animata che si trovano sul web, incominciando dal famosissimo e apprezzatissimo Minute Physics.

(1) Wallace D.F. (2000). Rhetoric and the Math Melodrama, Science, 290 (5500) 2263-2267 (pdf).

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