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sabato 26 ottobre 2013

[764] La mia vita era un fucile carico

In questi giorni, e fino al 3 Novembre, al Teatro Elfo Puccini di Milano è in scena La mia vita era un fucile carico, spettacolo di e con Elena Russo Arman, con le musiche di Alessandra Novaga, che è sul palco insieme con l'attrice, ispirato alla vita e alla poesia di Emily Dickinson. Il titolo dello spettacolo è tratto dalla poesia classificata come #764 della poetessa statunitense, che può essere considerata come una sorta di sintesi della sua poetica. Lo spettacolo è ricco di suoni, luci, suggestioni e movimenti: Elena Russo Arman ora sussurra, ora urla, ora sale sulla scala di corda posta al centro del palco, accanto alle lampadine a incandescenza che scendono dal tetto, ispirate da un'opera dell'artista Felix Gozales Torres, ora corre e saltella per il palco, ora interagisce con gli attrezzi di scena, alcuni nascosti dietro un panno nero al lato del palco. Per me, che sono un appassionato lettore delle poesie della Dickinson, è stato uno spettacolo splendido, suggestivo e ben interpretato, curato sin nei minimi dettagli, con una perfetta scelta di luci e suoni.
Ispirato dallo spettacolo, ho dunque provato a tradurre la poesia #764 e questo è l'umile risultato:
La mia vita resisteva - un fucile carico -
All'angolo - fino a che un giorno
Il proprietario passò - identificato -
E Mi portò via -

E ora Noi vaghiamo tra Boschi Sovrani(1) -
E ora Noi cacciamo la Cerva(2) -
E ogni volta che parlo per Lui
Le Montagne rispondono all'istante -

E sorrido, come luce cordiale
Sopra la Valle fiammeggio -
E' come una faccia Vesuviana
Che si è permessa di esistere attraverso il piacere(3) -

E quando la Notte - finito il Nostro buon Giorno -
Io proteggo la Testa del Mio Maestro -
E ciò è meglio di un Vivo Cuscino
Di Somateria(4) - da aver condiviso -

Del Suo nemico - Io sono un nemico mortale -
Non uno si muove una seconda volta -
Sul quale io poggio un Occhio Giallo -
O un enfatico Pollice -

E anche se Io di Lui - possa vivere più a lungo
Egli è più necessario - di Me -
Per Me ho solo il potere di uccidere,
Senza - il potere di morire -

Emily Dickinson
(1) Basandomi su questa analisi della poesia ho optato per la traduzione proposta perché a me da la sensazione che i boschi non siano sovrani perché appartenenti a un re, ma perché sono essi stessi sovrani della natura.
(2) doe vule anche dire daino, coniglio, lepre, ma sempre seguendo l'interpretazione di cui sopra la scelta è caduta sulla femmina del cervo.
(3) Interpretazione abbastanza contestabile dei due versi It is as a Vesuvian face/Had let it’s pleasure through. E' soprattutto una questione di gusto: mi piace pensare che Emily Dickinson volesse semplicemente trasmettere l'idea che esistere e provare piacere fossero due cose legate una all'altra.
(4) Un uccello.
Il testo originale e una sua traduzione

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