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martedì 11 marzo 2014

Prendi i soldi dell'Europa (e fuggi?)

Il ministro Stefania Giannini si confronta per la prima volta con il mondo accademico nell'Aula Magna dell'Università di Padova (resoconto su UNINEWS24). Il testo integrale dell'intervento è comunque disponibile on-line (pdf), però girano anche commenti di persone che hanno assistito dal vivo e che rappresentano delle semplificazioni e delle aggiunte a un discorso comunque abbastanza chiaro (e non molto confortante). Riassumo i punti qui sotto:
  • In Italia non ci sono atenei pubblici e privati ma statali e non-statali (in risposta alle molteplici stoccate nell'intervento della rappresentante degli studenti).
  • E' inaccettabile la situazione del diritto allo studio.
  • Pur consapevole del sottofinanziamento e sottodimensionamento del sistema universitario italiano, non è in grado di garantire un aumento del FFO in futuro.
  • Le risorse bisogna cercarle in Europa, o più esplicitamente, prendiamo i soldi europei, soprattutto quelli finalizzati a progetti per fare avvicinare i giovani alle imprese (corollario del job act).
  • L'abilitazione scientifica nazionale ha molti problemi, grazie anche all'operato delle commissioni. Prevede di modificarla (anche se non ha ancora tutte le idee chiare sul come) in qualcosa di più semplice e rapido.
  • La gestione del reclutamento attraverso i punti organico non risponde alle esigenze del sistema.
  • Prestiti d'onore: non ci saranno per pagare le tasse, ma serviranno solo se gli studenti vogliono iscriversi agli atenei di eccellenza, come quello di Padova.
  • Le Università devono poter competere con gli altri atenei del mondo reclutando subito e con stipendi adeguati i giovani ricercatori che hanno vinto progetti europei. Quindi al momento sembra al momento l'unico criterio per reclutare.
Qualcosa di nuovo, certo, ma nulla che faccia intravedere un qualche cambiamento radicale, almeno per ora.

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