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lunedì 28 aprile 2014

Batman #24: L'infinita lotta contro il male

Con Andrea Bramini abbiamo iniziato a curare con recensioni e brevisioni l'ultima grande saga realizzata da Scott Snyder per Batman: Anno Zero. Al di là della possibile alternanza nelle recensioni, cercherò comunque di seguire col passo la serie e quindi, visto che è appena uscita la mini recensione di Andrea su Batman #24, ecco la mia versione dei fatti!
Continua Anno Zero con la seconda parte di Città segreta (recensione della prima parte). Tre sono i punti salienti nella storia di Scott Snyder e Greg Capullo: la capacità di Bruce Wayne di travestirsi in chiunque, compreso il ben più basso Oswald Cobblepot; il confronto con Alfred, che lo schiaffeggia non riuscendo a fargli comprendere gli errori nei suoi tentativi di cancellare Bruce Wayne per portare avanti la sua ossessiva crociata contro il crimine e in particolare il Cappuccio Rosso; il confronto con Edward Nygma, rappresentato dai due autori incastonando le vignette all'interno di un ouroboro d'argilla presente nel Museo di Storia Naturale di Gotham, quasi a voler sottolineare l'infinità della missione che si accinge ad affrontare il giovane Bruce.
Sulle pagine di Detective Comics, intanto, John Layman e un Jason Fabok in formissima danno inizio alla sfida di Batman contro Wrath, che sin dalla copertina originale dell'albo viene rappresentato come l'esatto opposto del Cavaliere Oscuro. Wrath, infatti, viene confuso con Batman dai pochi testimoni che lo hanno avvistato, uccide i poliziotti, ha un apparato tecnologico di tutto rispetto e sta anche costruendo un suo piccolo esercito. Resta solo da scoprire l'identità di Wrath, apparentemente suggerita dai due autori.
Infine su Nightwing Kyle Higgins continua la trasferta a Chicago di Dick Grayson sulle tracce di Tony Zucco: se può essere interessante l'idea di estrarre l'eroe dalla sua usuale ambientazione e introdurlo in una differente, quasi ostile (o comunque più ostile della precedente, permettendo anche di approfondire la reazione ai supereroi in altre zone degli Stati Uniti), è sicuramente ben debole l'idea di riportare in vita un personaggio di cui si poteva tranquillamente fare a meno. Se l'idea era quella di rappresentare il potere della criminalità organizzata e la corruzione che essa si porta, probabilmente questa della ricerca di Zucco è l'idea peggiore, considerando che lo stesso ex-mafioso viene rappresentato proprio come se fosse un... ex-mafioso!
Potrebbe, invece, risultare interessante la sottotrama del Burlone, che si rivela sempre più come una sorta di Anarchy violento: quest'ultimo, infatti, era un antieroe ideato a suo tempo da Alan Grant e rappresentava la voce anti-governativa all'interno delle serie batmaniane. Il Burlone, con questo episodio, si rivela più come un terrorista violento, che come un anarchico che critica il potere con la forza delle idee e l'esempio dei fatti. Ottimi, infine, i disegni di Will Conrad, decisamente più gradevoli di quelli di Brett Booth del numero precedente.

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