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mercoledì 13 agosto 2014

Astroboy: L'uomo elettrico

L'uomo elettrico, primo vero episodio della serie a fumetti di Astro Boy, è utilissimo per introdurre il discorso tecnico che non ho scritto nel primo articolo della serie.
Dal punto di vista narrativo, siamo di fronte a una storia dickiana dal ritmo veloce, un vero e proprio hard boiled degli androidi, nel quale confluisce anche il cinema thriller statunitense alla Hitchcock, basti pensare alla tensione trasmessa dalla sequenza qui a destra (che non è l'unica del suo genere).
Anche Nakamura è protagonista di un'altra memorabile sequenza: per recuperare alcune informazioni riguardanti Baffo, creduto morto, l'ispettore viene attaccato a una macchina che ne recupera i ricordi, mostrandoli su un apposito schermo, in una sorta di esperimento (quasi) meta-fumettistico dove, all'interno dei contorni della vignetta, vengono mostrate delle immagini che staticamente compaiono su uno schermo come un cartone animato.
Tezuka, poi, oltre ad aver imparato la lezione cinematografica (vedere ad esempio la sequenza qui sotto), mostra anche di aver imparato perfettamente la lezione dinseyana, in particolare quella di Gottfredson, riuscendo a raccontare una storia d'azione, quasi violenta, ma al tempo stesso alleggerendola grazie alle gag sapientemente distribuite all'interno della storia.
E veniamo ai contenuti:
Avversario di Atom in questo episodio è un robot elettrico invisibile, rubato da tale Skunk Kuma, criminale violento (non esita a pestare un ragazzino) e senza scrupoli, che sembra uscito da una striscia di Dick Tracy, che raggira l'ingenuo robot per usarlo per i suoi loschi scopi, mettendo sotto scacco la città di Tokyo e i suoi tutori, l'ispettore Nakamura e l'insegnante della scuola di robot Baffo.
Il maestro Osamu Tezuka si diverte, poi, con le inquadrature: il maestro Baffo, introdotto in una sequenza al tempo stesso ricca di tensione e umorismo, barksiana mi verrebbe da scrivere, viene successivamente mostrato in una bellissima sequenza di cinque strisce inquadrato quasi esclusivamente (a parte il primo piano conclusivo) dal basso, solo i piedi.
A metà episodio, però, ecco un punto chiave: Atom e Elettrofolgore, l'uomo elettrico del titolo, stringono una tenera amicizia, nella quale il primo cercherà di far capire al secondo la distinzione tra azioni buone e malvagie.
D'altra parte l'intero episodio sembra avere un peso fondamentale in Pluto. Nel 4.o tankobon, infatti, un redivivo Tenma dice a Ochanomizu:
Dottor Ochanomizu, lei non ha capito nulla dell'intelligenza artificiale. L'amarezza della disfatta, l'odio, un odio talmente profondo che può portare a uccidere. Questo è ciò che può farla crescere.
(...)
L'intelligenza artificiale che sbaglia è l'intelligenza artificiale perfetta. Quando ciò accadrà, sarà la nascita del più grande robot del mondo.
In queste parole sembrano riecheggiare quelle di Skunk:
Per poter chiamare un robot opera perfetta il suo animo dovrebbe essere identico a quello umano, no?
(...)
Tutte le cose perfette sono malvagie!
Da un lato, dunque, l'episodio può essere letto come un modo per rappresentare le difficoltà del processo di crescita, dall'altro si gioca non solo sul desiderio di potere di Skunk, ma soprattutto sulla sua intenzione di dimostrare il suo assunto, cercando di rendere malvagio Elettrofolgore. Purtroppo per il robot, riuscirà a convincere gli umani ad averlo fatto: questi ultimi, quindi, si vedranno costretti, con sommo dispiacere di Atom, a distruggere un uomo elettrico ormai confuso e spaventato, solo un'altra delle vittime di Skunk, alla fine catturato e consegnato alla giustizia.
Storia originale: Denkô ningen su Shonen (supplemento) del gennaio 1955.
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.15, Dark Horse, maggio 2003
Ristampa italiana: Astro Boy vol.1, Panini Comics, gennaio 2010

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