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domenica 24 agosto 2014

Cobalt, Uran e il cavallo vapore

Come visto in Nascita di Atom, il professor Ochanomizu creò per il robot anche una coppia di genitori, ideata in origine su Gas People (come letto nel post Atom l'ambasciatore). La famiglia, però, venne successivamente allargata con l'aggiunta di due "fratelli": Cobalt e Uran. Mentre il primo è una versione un po' più alta e snella di Atom, la seconda è rappresentata, sia graficamente sia caratterialmente come una sorella minore.
Cobalt esordisce sull'omonima storia nel 1954 come sostituto di Atom: il Giappone è in piena crisi nucleare. Un ordigno inesploso, perduto da una ignota potenza straniera nelle profondità marine, è difficile da recuperare per gli esseri umani. La missione viene quindi assegnata ad Atom, che sembra non gradirla, apparentemente diviso tra i doveri da ragazzino e l'amore per la famiglia (la madre non vuole mandare il figlio in missione) e il dovere verso la società degli umani, cui il padre lo richiama.
Quando il nostro eroe sparirà per un paio di giorni, gli alti papaveri nipponici si preoccuperanno di cercarlo, ma ecco che Ochanomizu propone Cobalt, sostituto e in un certo senso fratello di Atom, che verrà sin da subito caratterizzato come inferiore rispetto al maggiore grazie al fatto che lo scienziato ha dovuto concludere la sua costruzione in fretta.
Tezuka, in questo caso, mostra grandissime abilità narrative, non solo nell'uso delle gag, ma anche nel passare dai toni noir della prima parte a quelli di spy story e d'avventura della seconda. Graficamente, poi, molto interessante la soluzione utilizzata per passare dalle scene terrestri a quelle sottomarine, con le vignette che si arrotolano su se stesse come a causa dell'umidità.
Dopo appena due anni Cobalt, però, muore (su questo evento Tezuka ci giocherà nell'introduzione a Cobalt nella ristampa statunitense della Dark Horse): alla fine della prima versione di Midoro Swamp Baffo e Atom si ritrovano sulla pietra tombale del fratello di quest'ultimo.
A quanto pare l'episodio venne modificato con la prima ristampa avvenuta in concomitanza con l'esordio animato del personaggio, anche se già alla fine della prima edizione di Invisible Giant (maggio-luglio 1960) Cobalt ritorna come regalo per Atom. Non è il solo a uscire dalla scatola consegnata al piccolo eroe robotico: insieme a Cobalt, infatti, spunta fuori anche la piccola Uran.
La prima vera storia di Uran è un episodio a lei intitolato che potremmo definire domestico: Uran, che va in giro con il fratello Atom, si appassiona al wrestling robotico e decide così di entrare sull'arena e di combattere. Ha la potenza di 100000 cavalli, come Atom e come Cobalt, del resto, così l'incontro improvviso viene vinto facilmente. Per regolamento Uran, però, ora deve partecipare a tutti gli incontri del torneo, fino all'eventuale finale. E così la sorella di Atom si deve dividere tra i due impegni, fino a che non arriva, inevitabilmente, all'atto conclusivo del torneo. Il problema, però, sono i divieti di Baffo e del fratello, per aggirare i quali la ragazzina si rivolge a un equivoco nonnino, che le concede la capacità di dividersi in due. Peccato che, in questo modo, anche la sua potenza è destinata a dividersi in due, così, nonostante le battute al limite della tautologia fatte dai tifosi all'ingresso, Uran rischia di venire distrutta definitivamente.
Ancora una volta è l'intervento di Atom a scongiurare il peggio e quello di Ochanomizu a rimettere le cose a posto. Tezuka, quindi, utilizzando il desiderio dell'ubiquità, o dell'utilizzare i propri doppi per essere presenti in più posti contemporaneamente (un po' quello che farà Mi sdoppio in quattro con la clonazione), esplora il più classico tema della disobbedienza dei giovani, che in fase di crescita non riescono spesso a comprendere i divieti dei genitori, o la pericolosità nel disobbedire, o nel seguire avventatamente dei consigli non proprio disinteressati.
In questo senso il torneo, tema che poi ritornerà in molti altri manga (e non solo), che rappresenta il desiderio da raggiungere a ogni costo per Uran, mi permette, vista la loro importanza, di scrivere qualcosa anche sul cavallo vapore: è una unità di misura della potenza, non presente nel sistema internazionale, sostituita dal watt ($W$). La potenza è definita come il lavoro compiuto nell'unità di tempo, e quindi il rapporto tra lavoro speso e tempo impiegato per spenderlo: \[P = \frac{\Delta L}{\Delta t}\] D'altra parte la potenza può essere anche definita come il prodotto tra forza e velocità \[P = \vec F \cdot \vec v\] Questo vuol dire, per i nostri Atom e Uran, che, nota la potenza massima e la massima velocità raggiungibile, siamo in grado di stabilire quale è la forza di un loro pugno. D'altra parte, nel caso di potenza fissa, ovvero sono sempre in grado di sviluppare la stessa quantità massima di potenza, allora la situazione migliore per generare la forza massima sarebbe avere una velocità estremamente bassa.
D'altra parte si potrebbe complicare leggermente il problema della potenza generata da un pugno di Atom e Uran in questo modo: Si considera la potenza calcolata usando la velocità angolare: \[P = \vec M \cdot \vec \omega\] A questo punto il pugno si suppone venga generato mettendo il braccio in rotazione, questo vuol dire che il momento angolare della forza è dato da \[\vec M = \vec r \times \vec F_b\] Se ci mettiamo nella situazione di valori massimi per momento e potenza, la forza generata dal braccio in rotazione è data da \[F_b = \frac{P}{\omega \cdot r}\] dove $\omega$ è la velocità angolare del braccio, $r$ la sua lunghezza.
A questo punto, nell'ipotesi di Atom o Uran in volo, la forza totale sarà in conclusione data da \[F_{tot} = m a + F_b\] dove $m$ è la massa del robot, a la sua accelerazione (si suppone che, in caso di attacco, Atom o Uran aumenti la sua velocità per colpire al massimo l'avversario). Questo, come conseguenza, ha che la potenza massima che i nostri eroi possono erogare durante una sfida non è poi così costante come pensava il grande Osamu Tezuka, visto che nella seconda formula $F$ va sostituito con $F_tot$: \[P_{tot} = m a v + \frac{P_{max}}{\omega \cdot r} v\] dove $v$ è la velocità finale, ovvero poco prima di colpire l'avversario.

P.S.: 100000 CV sono circa 73500000 W, cioé qualcosa come 1837500 lampadine da 40 W.
Storia originale: Kobaruto su Shonen, giugno-settembre 1954
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.9, Dark Horse, novembre 2002
Storia originale: Uran–chan su Shonen, giugno-settembre 1954
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.14, Dark Horse, aprile 2003
Ristampa italiana: Astro Boy vol. 3, Panini Comics, maggio 2010

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