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sabato 30 agosto 2014

Il sole artificiale e altre storie

Il sole artificiale
Come ricorda Michio Kaku in Mondi paralleli, per Carl Sagan l'ultimo grande salto tecnologico lo faremo quando riusciremo realmente a controllare l'energia a un livello galattico. Più o meno era quello che pensava anche Tesla e, probabilmente, lo stesso pensiero c'era anche in Tezuka mentre scriveva e disegnava Il sole artificiale. Tra l'altro questo particolare robot senza mente realizzato da Ochanomizu e Hirata per produrre energia, è incredibilmente simile per concezione e struttura con Solaris e Mageddon, soli artificiali malvagi ideati da Grant Morrison sulle pagine della JLA: che sia rimasto colpito dall'episodio corrispondente nella serie animata?
Se a questa domanda potrebbe rispondere solo lo sceneggiatore scozzese, a quella rivolta a Ochanomizu sul perché ha costruito un robot che si rivelerà nella storia così pericoloso, la risposta la si trova nella storia: permettere agli esseri umani di lavorare in un ambiente più confortevole nelle zone più periferiche della galassia, come per esempio sulla superficie di Plutone. E qui la vicinanza con Solaris in particolare si fa più forte: anche il sole malvagio viene costruito con un intento altruistico. Bisogna, infatti, creare un hardware sufficientemente avanzato per permettere al virus-Hourman di abbandonare la Terra e impedire ai suoi abitanti di uccidersi a vicenda.
Solaris, quindi, si rileva al tempo stesso una macchina salvifica, perché nasce con il seme della salvezza, e malvagia, poiché la sua direttiva primaria sembra essere uccidere Superman e la sua famiglia e tutta la razza umana. In Tezuka, invece, il sole artificiale, dotato di tentacoli e non di coni energetici come il computer malvagio di Morrison, è semplicemente uno strumento attraverso il quale si compie il volere degli uomini, prima quello altruistico di Ochanomizu e di Hirata, quindi quello egoistico e criminale di Sankaku Kin, ritornato dopo l'avventura sull'isola croce.
Anche la sconfitta dei due soli artificiali non è dissimile: mentre Solaris viene allontanato dal Sistema Solare grazie alla barra cosmica dello Starman del lontano futuro, il sole di Ochanomizu e Hirata viene guidato da Atom contro il Sole vero e proprio. Le differenze stanno però, una nella storia: quella di Morrison è un'avventura temporale che chiude Solaris in un loop temporale di creazione-distruzione; e l'altra, già accennata in precedenza, sta nell'intelligenza artificiale, completamente assente nel sole artificiale di Tezuka.
Questa differenza, però, è in un certo senso in accordo con uno dei punti più importanti di tutta la saga di Astro Boy: Atom, infatti, ogni volta che si confronta con i suoi avversari robotici, spesso si sente rispondere qualcosa del tipo "Mi hanno ordinato di comportarmi così". Atom, invece, replica che "un ordine, per quanto proveniente dal proprio creatore, se malvagio non va per forza rispettato". E' un po' come spostare la responsabilità dal costruttore/padre/padrone al robot, che da semplice arma (o da esecutore) passa a intelligenza autonoma, in grado di un giudizio personale.
E' anche abbastanza evidente, poi, il perché Tezuka non dota di una seppur minima intelligenza il suo sole artificiale: l'idea principale è quella di porre l'attenzione sul controllo del clima del pianeta: non credo sia un caso che l'esperimento di Ochanomizu si riveli un fallimento, mentre l'utilizzo egoistico di Sankaku Kin si riveli un successo, almeno fino all'intervento di Atom. Sembra quasi che il mangaka voglie invitare alla cautela con l'uso delle nuove tecnologie.
Altro tema fondamentale è, poi, dettato dalla sottotrama legata al rapporto tra Atom stesso e Sherlock Holmespan, erede di Holmes e narrativamente parlando sua futuristica variazione. Holmespan, infatti, si rivela essere un cyborg che odia i robot, ritenendosi da questi diverso. Solo il rapporto con Atom e la letale situazione in cui si verrà a trovare nel finale, lo spingeranno a ricredersi definitivamente sui robot.
Sua altezza Dead Cross
Ciò che Rag rappresentava nell'economia della storia è molto più di ciò che ha realmente rappresentato (o che riesce a rappresentare) oggi Obama. Quest'ultimo è passato alla storia come il primo presidente afro-americano degli Stati Uniti, mentre Rag è il primo presidente robotico nel mondo di Astro Boy. Obama ha rappresentato la speranza di uscire dall'ennesima crisi economica, Rag, come Mandela (e scusate il parallelismo), rappresenta la speranza di costruire un mondo di tolleranza, in cui umani e robot (come sempre da intendersi come "diversi") possano vivere insieme in armonia.
Intorno a questo tema, Tezuka sviluppa una storia di stampo spionistico, dove mette Atom e lo stesso Rag in una situazione apparentemente senza ritorno, spostando tutta la responsabilità sulle spalle del maestro Baffo e del primo ministro della Gravia, che nella seconda parte si infiltreranno nel palazzo sede di Dead Cross e del suo gruppo anti-robot.
Si trovano, ad ogni modo, spunti interessanti nella storia, come il rapporto creatore-creatura, ancora una volta declinato come un rapporto padrone-schiavo: in questo caso è interessante notare come, nonostante il discorso sulle reti neurali non sia, all'epoca, avanzato come oggi, per Tezuka è proprio la conoscenza, il processo dell'imparare a creare le strutture necessarie per i robot per potersi affrancare dallo stato di schiavitù.
Come al solito, poi, c'è un riferimento metafumettistico, questa volta con l'ingresso di Ochanomizu, anche se alcune pagine dopo una sua battuta sembra inserita appositamente per giustificare in maniera più coerente il suo ingresso nella storia, altrimenti inspiegato.
L'intervento risolutore di quest'ultimo, poi, si confonde, graficamente, con Dead Cross che parla al telefono con il dottor Brumble, invitato a sabotare il salvataggio di Atom.
Ultima curiosità è l'esercito di tessere di mah-jong robot di Brumble che strizza l'occhio all'esercito di carte della Regina di Cuori in Alice nel Paese delle Meraviglie.
Atom contro Garon
Prima di realizzare Il più grande robot del mondo, Tezuka ha ideato per Atom sfide pure e semplici apparentemente impossibili o comunque tali da costringerlo a dare fondo a tutte le sue qualità. Una delle storie di questo genere è sicuramente Atom contro Garon.
In questo caso la complicazione deriva dal fatto che l'avversario di Atom, Garon, è un robot proveniente da un altro pianeta in grado di terraformare il mondo esterno per le esigenze del proprio padrone. A quanto pare la di Garon è stata deviata, facendolo precipitare sul pianeta sbagliato: il suo compito, infatti, era quello di terraformare un pianeta disabitato, per renderlo abitabile per una razza aliena che aveva commissionato il lavoro.
La sfida, già complicata quando Garon improvvisamente si sveglia, diventa quasi incontrollabile dopo che il robot finisce nelle mani del dottor Amanogawa. Questi, nell'illusione di poter studiare in sicurezza la geofisica e l'ambiente di un mondo extraterrestre, attiva il robot per terraformare una piccola isola. Purtroppo ciò che Amanogawa non aveva considerato era l'ipotesi che il mondo che doveva essere ospitale per una certa razza, poteva non esserlo per l'umanità: pagherà caro questo errore.
La salvezza della Terra passa, quindi, per Atom, che grazie non alla sua forza, inutile contro Garon, ma all'intelligenza riesce a sconfiggere una macchina apparentemente inarrestabile, spingendola a gettarsi da sola in orbita.
Storia originale: Jinkô taiyô kyû su Shonen, dicembre 1959-febbraio 1960
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.5, Dark Horse, luglio 2002
Ristampa italiana: Astro Boy vol. 3, Panini Comics, maggio 2010
Storia originale: Deddokurosu Denka su Shonen, settembre-dicembre 1960
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.2, Dark Horse, aprile 2002
Ristampa italiana: Astro Boy vol. 3, Panini Comics, maggio 2010
Storia originale: Atomu tai Garon su Shonen, ottobre 1962-febbraio 1963
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.10, Dark Horse, dicembre 2002
Ristampa italiana: Astro Boy vol. 5, Panini Comics, settembre 2010

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