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mercoledì 3 settembre 2014

Il laboratorio

Renzo Tomatis è stato uno dei massimi ricercatori medici italiani. La sua carriera si è svolta tra Italia, Stati Uniti e Francia. In particolare la sua esperienza statunitense, iniziata nel 1959, è stata raccontata con grandissima onestà ne Il laboratorio, diventato ben presto una sorta di punto di riferimento per molti ricercatori, in particolare quelli che speravano potesse cambiare qualcosa in Italia.
In effetti, leggendo le pagine del libro, si ha la sensazione che non sia cambiata poi tanto l'Italia in questi 55 anni: continua a preparare alcuni tra i migliori ricercatori al mondo, come preparazione ed etica, ma continua a restare sostanzialmente chiusa in un sistema che, sia per mancanza di volontà (politica) sia per mancanza di possibilità (economica), non riesce a migliorare, dove per migliorare si intende essere in grado sia di riportare in Italia i propri ricercatori andati all'estero, sia di attrarre ricercatori dall'estero.
E' ovvio: ciò non vuol dire che non esistano dei punti di eccellenza, ma semplicemente che ogni gruppo di ricerca, ogni istituto compie incredibili salti mortali per portare a conclusione i lavori che vengono man mano iniziati.
I punti forti del libro, a conti fatti, sono la capacità di Tomatis di raccontare, in forma diaristica, le differenze tra il sistema statunitense e quello italiano, riuscendo con una obiettività rara a sottolineare i punti di forza e di debolezza dei due sistemi (ad esempio quello statunitense era già impegnato nell'imporre la filosofia del pubblicare a ogni costo, che in molti campi, se non in tutti, risulta decisamente deleteria per la qualità), e le interazioni umane, sia quelle con i colleghi stranieri, sia quelle con i colleghi italiani, quelli rimasti in Italia e quelli andati all'estero.
E nel complesso le cose sembrano cambiate molto poco:
Gli orientamenti della ricerca dipendono pesantemente dai canali di finanziamento ed è chiaro che questi favoriscono i progetti che sono in sintonia con gli interessi di chi li finanzia.

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