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sabato 6 settembre 2014

L'armata di Hot Dog

Necessaria premessa a L'armata di Hot Dog, Ivan lo scemo, pubblicato sul secondo volume dell'edizione Panini, inizia con un riferimento esplicito alla vicenda del Titanic: la mega astronave di viaggi spaziali turistici Titan parte nello spazio profondo e viene colpita da un asteroide vagante, non rilevato a causa di un'avaria negli strumenti, probabilmente causata da un ladro di diamanti che non aveva trovato nascondiglio migliore se non utilizzare uno dei contatori!
L'ultima scialuppa del Titan, su cui troviamo Atom in compagnia del ladro di gioielli e di alcuni turisti, naufraga fino alla Luna, ed è qui che effettivamente inizia la storia, una breve, classica avventura di fantascienza lunare.
La Luna di Tezuka è un oggetto celeste su cui l'aria è presente in lastre ghiacciate che si scongelano durante il giorno lunare, che dura circa 15 giorni terrestri. E' durante questo periodo che si svolge tutta l'azione, permettendo così ai naufraghi di vagare per la superficie del nostro satellite, esplorando una foresta cresciuta a velocità vertiginosa, un po' come i funghi nelle pianure gioviane del Razzo interplanetario di Chendi e Bottaro.
L'avventura è, nonostante la situazione delicata dei naufraghi, leggera e deliziosa, ruotando intorno ad alcune gag semplici ma efficaci (come i turisti che si disperano, gioiscono, si disperano sempre allo stesso modo, alternativamente in base al volgersi degli eventi) e ai temi portanti dell'ambiguità e dell'incomunicabilità (l'Ivan del titolo, infatti, viene creduto un mostro) e dell'avidità (causa, tra l'altro, del disastro alla base dell'intero racconto).
Il legame de L'armata Hot Dog con Ivan lo scemo sarà chiarito per bocca di Anta Maria, granduchessa e autoproclamatasi regina della Luna, che rivelerà al lettore in un monologo rivolto alle stelle di essere la figlia di Minya Mihajlovic, astronauta russa naufragata sulla Luna sessanta anni prima insieme con Ivan e la cui storia abbiamo appreso proprio nell'episodio "Iwan no baka".
In effetti il segreto della Luna, che sembravano essere proprio i diamanti da essa custoditi, è ben altro ed è rappresentato dall'ormai estinta cultura lunare, giunta per l'avidità all'autodistruzione. Questo popolo, infatti, attirava sulla superficie lunare grandi quantità di condriti, alcuni particolari meteoriti, che a causa dell'impatto con la superficie sono in grado di generare diamanti(1).
Il tema dell'avidità resta dunque fondamentale nella serie di Astro Boy, che in questo caso si unisce a una critica abbastanza esplicita alla società russa. Non solo nella rappresentazione dei personaggi (Ponkotz, dottore dei robot e creatore dell'armata Hot Dog, per esempio sembra una riproposizione fedele dell'iconografia classica di Rasputin), ma anche nella spersonalizzazione dell'armata: ciascun suo componente viene identificato con un numero, mentre i desideri personali vengono ridotti al minimo indispensabile, utilizzati al massimo come premio per la conclusione dei compiti portati a termine. Questo modus operandi viene giustificato dal fatto che i componenti dell'armata Hot Dog sono, in realtà, dei cyborg al cui interno è impiantato il cervello di un cane.
Questa idea narrativa permette, così, a Tezuka di porre di fronte ad Atom un avversario formidabile non tanto dal punto di vista della forza, ma soprattutto dell'imprevedibilità. Il Numero Quarantaquattro, comandante dell'armata, è in realtà Pero, il cane di Baffo rapito all'inizio della storia: il suo comportamento oscilla tra la fedeltà a Ponkotz, che lo ha costruito, e Anta Maria, che è colei che da gli ordini, la fedeltà a Baffo, che sembra rispettare a un livello subconscio, e l'amicizia e il rispetto nei confronti di Atom.
Dal punto di vista grafico, l'avventura si sviluppa con il solito schema delle quattro strisce cui si inseriscono sovente spettacolari vignettone o, se necessario, le splash page. Non sono presenti particolari scelte grafiche, e solo raramente le inquadrature si fanno particolari o ardite, come per esempio nella riunione di guerra umana, inquadrata dall'alto.
Le vignettone, invece, sono anche utilizzate in momenti emozionanti per sottolinearne l'importanza narrativa, come per esempio quando Pero/Quarantaquattro si getta nel Mare Artico per salvare Atom.
Nella seconda parte, poi, sono presenti per il lettore attento anche gli spunti ispiratori di Tezuka, come l'avventura lunare di Tin Tin (inevitabile non confrontare il razzo lunare di Atom con quello del personaggio di Hergé). Infine il robot a guardia dei diamanti, che probabilmente rappresenta un primo esperimento nella costruzione della sfida ne Il più grande robot del mondo, sembra ispirato alle potenze inconsce che vengono liberate nel corso de Il pianeta proibito.
La stessa narrazione, nel complesso, si fa più adulta e articolata: non solo la vicenda inizia con una scena che solo apparentemente non ha alcuna connessione con il resto della storia, ma ciascuna sua porzione viene identificata da un titolo apposito, proprio come se fosse il capitolo di un romanzo, mentre le gag sono decisamente poche soprattutto se paragonate alla lunghezza dell'episodio, circa 170 pagine. Lo stesso mistero intorno all'armata Hot Dog e all'identità di Quarantaquattro non sono difficili da intuire, e questo non è un reale difetto della storia, questo perché l'intento principale di Tezuka è raccontare una storia appassionante, poter sviluppare i personaggi facendoli recitare al meglio e soprattutto esaltare il valore fondamentale dell'amicizia.
(1) In effetti i diamanti si formano negli strati più interni della superficie terrestre, dove sono presenti le pressioni e temperature necessarie per la loro formazione. Ciò che ha generato questa idea, in particolare presso gli antichi greci (ritenevano che fossero frammenti di stelle cadute) sono i diamanti che, formatisi tra i 150 e i 225 km di prefondità, sono venuti in qualche modo in superficie. I diamanti originati dall'impatto di meteoriti, invece, sono dell'ordine dei 0.3 mm di diametro, obbiettivamente troppo piccoli per poter generare un qualche moto di avidità o le leggende sulla loro formazione. Nonostante ciò alcuni scienziati ritengono, invece, che i grandi meteoriti caduti nel passato possano aver prodotto buona parte dei diamanti di superficie. Questa ipotesi, però, non è stata supportata da alcuna prova.
Storia originale: Iwan no baka su Shonen, febbraio-marzo 1959
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.4, Dark Horse, giugno 2002
Ristampa italiana: Astro Boy vol. 2, Panini Comics, marzo 2010
Storia originale: Hotto doggu heidan su Shonen, marzo-ottobre 1961
Ristampa statunitense: Astro Boy vol.1, Dark Horse, marzo 2002
Ristampa italiana: Astro Boy vol. 4, Panini Comics, luglio 2010

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